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2012/04/16

1972/04/16 18:54 IT (12:54 FL): ...-3...-2...-1...Liftoff! Decollo verso gli Altipiani lunari

Kennedy Space Center. Rampa di lancio 39-A. Sono scoccate da pochi secondi le 12:49 ora della costa orientale degli Stati Uniti di domenica 16 aprile. Viene ritratto il lungo braccio mobile che è servito da passerella agli astronauti per entrare poco meno di tre ore fa all'interno della capsula Apollo. La voce dello storico speaker della Nasa Jack King annuncia a circa un milione di persone stipate lungo le spiagge della Florida e ai numerosi invitati speciali in tribuna V.I.P. attraverso gli altoparlanti dello "spazioporto", che mancano cinque minuti al "liftoff", all'ottavo lancio di uomini verso la Luna. Altrettanti milioni di spettatori in tutto il mondo seguono attraverso le edizioni straordinarie alla radio e alla televisione gli ultimi emozionanti momenti che precedono il lancio.

Il "count-down" prosegue regolarmente dopo che erano insorti nelle ore precedenti due problemi risolti dai tecnici della Nasa rapidamente. A meno nove secondi ha inizio la sequenza di accensione. A due secondi dal "go" mentre la rampa di lancio viene inondata da tonnellate di acqua per evitare che il metallo con cui è composta si incendi e per attutire il fragoroso rumore, i cinque potenti motori F-1 del primo stadio del Saturn V ruggiscono in tutta la loro potenza innalzando dapprima lentamente poi via via sempre più in alto verso il cielo azzurro della Florida, il gigantesco razzo multistadio alto 111 metri e dove spicca alla sua sommità la piccola capsula Apollo con il suo prezioso carico umano e scientifico. A bordo i tre uomini protagonisti del penultimo viaggio nella storia dell'umanità nel XX secolo verso la Luna: John Young, Thomas "Ken" Mattingly e Charles "Charlie" Duke. In Italia sono le 18:54 di un tiepido pomeriggio primaverile.

Foto AP16-KSC-72PC-184.
Foto AP16-KSC-72PC-176.
Foto AP16-S72-35345.
Foto AP16-S72-37267, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-72-HC-310.
Il direttore di volo di Apollo 16 Gene Kranz davanti alla consolle al Centro di controllo di lancio a Houston durante il lancio di Apollo 16. Foto AP16-S72-35188.

Come nelle precedenti missioni dirette verso il Satellite naturale della Terra, a sessantuno chilometri di altezza, dopo due minuti e mezzo di accensione, il primo stadio, l'S-1C, esaurita la sua funzione, si distacca ricadendo nell'Oceano Atlantico lasciando ai cinque motori del secondo stadio, denominato S-II, il compito di portare il razzo ad una altitudine di 185 chilometri. 

Abbandonata anche la cosiddetta "torre di salvataggio" che era collegata alla campana protettiva della capsula Apollo, a nove minuti e quattro secondi anche il secondo stadio del Saturn V si distacca; tocca a questo punto al terzo stadio, l'S-IVB, con la spinta del suo unico motore per due minuti e settantacinque secondi immettere in orbita ciò che che rimane della gigantesca struttura staccatisi solo pochi minuti prima da Cape Kennedy. 

Alle 13:06 ora della Florida, 19:06 italiane anche il terzo stadio viene spento. John Young, Thomas Mattingly e Charlie Duke sono in orbita intorno alla Terra nella cosiddetta orbita di parcheggio.

La prima foto dall'orbita terrestre scattata a bordo del Modulo di Comando di Apollo 16. Foto AP16-AS16-118-18858.

Poco dopo l'inizio della seconda rivoluzione intorno alla Terra a due ore e quaranta minuti dalla spettacolare partenza da Cape Kennedy e a seguito di un attento controllo in sincronia degli apparati di bordo tra l'equipaggio e il Centro di controllo di Houston, arriva da terra da parte del "Capcom" della missione di turno, Gordon Fullerton, l'annuncio atteso dal comandante Young e dai suoi due compagni di viaggio: "Siamo pronti per la TLI (Trans Lunar Injection)".

Per cinque minuti e 23 secondi il motore del terzo stadio viene riacceso: dalla prima velocità cosmica, 28.000 chilometri orari, alla seconda velocità cosmica, o velocità di fuga, 39.000 chilometri orari, per sottrarre il "treno spaziale" all'attrazione terrestre inserendolo nella traiettoria translunare.

Alle 22:04 italiane viene accesa la telecamera a colori a bordo dell'Apollo. I tre astronauti mostrano in diretta agli spettatori collegati davanti agli schermi televisivi la manovra di accostamento del Modulo di Comando "Casper" e l'estrazione del LEM, ribattezzato in questa missione "Orion", dal contenitore situato sopra il terzo stadio. Abbandonato anche l'SIV-B, ora della gigantesca struttura che ha lasciato con un rombo impressionante il nostro pianeta non sono rimasti che tre ma indispensabili componenti per lo sbarco lunare: il Modulo di Comando, il Modulo di Servizio e il Modulo Lunare.

L'appuntamento con il Satellite naturale della Terra per John Young, Thomas Mattingly e Charlie Duke è tra 74 ore nel primo pomeriggio a Houston, la sera di mercoledì 19 aprile in Italia.

Il Modulo Lunare all'interno del contenitore del terzo stadio poco prima della manovra di estrazione e aggancio da parte del Modulo di Comando. Foto AP16-AS16-118-18875.
Foto AP16-AS16-118-18885.

1972/04/16: Sveglia, colazione, vestizione delle tute di volo e viaggio verso la rampa di lancio

Domenica 16 aprile 1972. Cape Kennedy. Dopo mesi e mesi di intensi allenamenti, da quando l'equipaggio di Apollo 16 venne selezionato nel marzo del 1971, per John Young, Thomas Mattingly e Charles Duke, è finalmente arrivato il giorno del "liftoff", l'inizio del loro straordinario viaggio verso la Luna. La sveglia ai tre uomini destinati a compiere il penultimo viaggio umano verso il satellite naturale della Terra viene data alle prime ore del mattino, le 07:39 in Florida, le 13:39 ora italiana.

Dopo aver consumato un'abbondante colazione composta da pane tostato, bistecca, uova e succo d'arancio ed aver effettuato l'ultima visita medica, Young, Duke e Mattingly hanno un breve colloquio telefonico con le famiglie, poi ha inizio nella grande sala del "Manned Spacecraft Operations Building" la lunga e delicata vestizione delle ingombranti tute di volo. Infine usciti dall'edificio e salutati i numerosi fotografi, cineoperatori e alcuni tecnici della NASA, prendono posto a bordo dello speciale pulmino che li porta ai piedi del gigantesco razzo Saturn V.

Saliti sull'ascensore che li conduce a più di novanta metri di altezza dal suolo si imbarcano, con l'aiuto della squadra addetta della "white room", all'interno del Modulo di Comando "Casper". In questo momento il conto alla rovescia segna due ore e trenta minuti al "GO" e tutto, come gli altoparlanti del Centro spaziale annunciano ai numerosi convenuti per assistere al lancio, procede regolarmente.

Ultima colazione terrestre prima del lancio verso la Luna per Charles Duke e Thomas Mattingly (a sinistra) e John Young. Con loro insieme all'equipaggio di riserva e alcuni dirigenti della NASA, il capo degli astronauti Donald Slayton (a destra nella foto).
Un primo piano del pilota del Modulo Lunare Charles Duke fotografato mentre sfoglia un quotidiano con le ultime notizie sull'imminente lancio lunare che lo vedrà tra i protagonisti. Foto AP16-72-H-442, scansione di Ed Hengeveld.
Il pilota del Modulo di Comando Thomas Mattingly sincronizza il proprio orologio che terrà al polso per tutta la durata della missione. In alto l'orologio appeso alla parete segna le 09:19 ora della Florida. Foto AP16-72-H-446, scansione di Ed Hengeveld.
Un primo piano di Thomas Mattingly. La missione di Apollo 16 segna il suo debutto nello spazio. Il pilota del Modulo di Comando avrebbe dovuto volare a bordo dell'Apollo 13 ma la sua presunta rosolia lo fece rimanere a terra sostituito a due giorni dal lancio da Jack Swigert. Foto AP16-72-H-447, scansione di Ed Hengeveld.
Charlie Duke ha completato la vestizione della tuta di volo. Sullo sfondo un cartello benaugurante di una giornata storica per il pilota del Modulo Lunare. Duke è al suo primo volo nello spazio. Foto AP16-72-H-445, scansione di Ed Hengeveld.
Tutti e tre gli astronauti hanno terminato la lunga fase della vestizione (in primo piano il comandante della missione e veterano dello spazio John Young). Sono questi gli ultimi momenti di relax e di attesa prima di imbarcarsi sul pulmino che li accompagnerà alla rampa di lancio 39-A. Foto AP16-72-HC-305.
Charlie Duke ripassa il piano di volo prima dell'inizio di una nuova grande avventura lunare nella storia dell'umanità. Foto AP16-72-H-448, scansione di Ed Hengeveld.
L'equipaggio di Apollo 16 si appresta a lasciare il "Manned Spacecraft Operations Building": c'è lo speciale pulmino della NASA che li attende fuori per portarli ai piedi del gigantesco Saturn V. Eloquente il gesto augurale del comandante John Young. è tutto ok. Foto AP16-72-H-443.
Mattingly, Duke e Young (da destra a sinistra nella foto) si apprestano ad entrare nello storico pulmino che li porterà al punto di partenza con destinazione la regione di Cartesio sulla Luna: la rampa di lancio 39-A. Foto KSC-72PC-0165.
Arrivati a più di novanta metri di altezza dal suolo gli astronauti e gli addetti della "white room", provvedono alle ultime operazioni prima dell'ingresso all'interno della capsula "Casper"; poi il portello verrà chiuso nell'emozionante attesa del "liftoff" per i tre uomini dell'Apollo 16. Foto AP16-KSC-72PC-169.
Nell'illustrazione la posizione all'interno della capsula Apollo dei tre astronauti al momen,to del lancio: 1) Il comandante della missione John Young. 2) Il pilota del Modulo di Comando Thomas Mattingly. 2) Il pilota del Modulo Lunare Charles Duke.
Il giorno del lancio: dalla colazione all'ingresso nella capsula (dal sito YouTube di Mark Gray).

1972/04/16: Il giorno del lancio sui quotidiani italiani: "Il Corriere della Sera"

Il servizio a pagina 16 del "Il Corriere della Sera" di domenica 16 aprile 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).
COMINCIA DA CAPO KENNEDY LA SESTA CORSA AL NOSTRO SATELLITE

"Apollo 16" porta sulla Luna
i penultimi astronauti americani

Il lancio oggi alle 18,54 (italiane) - Regolare il conto alla rovescia - La missione prevede esperimenti che la rendono la più importante di tutte le precedenti - Uno speciale "fototelescopio" consentirà di fotografare non meno di diecimila corpi celesti - Saranno provocati ventisette "lunamoti" artificiali

Questa sera alle 18,54, se non interverranno imprevedibili e guai all'ultimo momento, prenderà il via da Capo Kennedy un'altra grandiosa avventura spaziale: la missione Apollo 16, penultimo viaggio umano sulla Luna del programma di esplorazione americana. Nello "spazioporto" della Florida tutto è pronto per il lancio: le operazioni del conto alla rovescia (la cui ultima fase era cominciata domenica scorsa) proseguono regolarmente sotto un cielo bizzoso, che ha fatto temere un cambiamento del tempo al peggio.
I tre uomini che percorreranno nuovamente le vie del cosmo, John W. Young, Thomas K. Mattingly e Charles M. Duke, dopo l'intenso lavoro di addestramento che li ha tenuti impegnati per molti mesi fino al pomeriggio di ieri, hanno potuto finalmente godere del consueto relax destinato all'incontro con i familiari alla vigilia di ogni viaggio.
I rischi, le incognite, le difficoltà cui essi stanno per andare incontro sono immensi. E anche se, apparentemente, manca il brivido dell'ignoto o il fascino della novità assoluta, che fa sembrare questa impresa una missione di routine, il nuovo viaggio non è certo uno scherzo.
Intanto c'è da dire che l'avventura dell'Apollo 16 comporta una serie di novità e di esperimenti che la rendono la più importante dal punto di vista scientifico di tutte quelle precedenti.
UN OSSERVATORIO ASTRONOMICO SULLA LUNA. - Cominciamo dai fatti più appariscenti. Sulla Luna, Young e Duke (Mattingly rimarrà, come tutti gli altri piloti delle capsule Apollo, in orbita intorno al satellite senza scendere sul suolo selenico) installeranno il primo osservatorio astronomico lunare. Si tratta di uno speciale "fototelescopio" che consentirà di riprendere fotografie nella radiazione ultravioletta "invisibile" non meno di diecimila corpi celesti fra cui la galassia di Andromeda e le nubi di Magellano.
Questo tipo di osservazione sarebbe impossibile da terra perché i raggi ultravioletti sono bloccati dalla nostra atmosfera. Per di più con lo stesso strumento si fotograferanno le regioni superiori dell'atmosfera terrestre per stabilire i rapporti fra il nostro mondo e lo spazio circostante. Il "fototelescopio" infine consentirà di osservare nella nostra e nelle altre galassie le tenutissime nubi di idrogeno che sembrano riempire tutto l'universo.
RILEVATORE DI RAGGI COSMICI. - Sempre sulla Luna gli astronauti gli astronauti dell'Apollo 16 porteranno un rilevatore di raggi cosmici in grado di captare le velocissime particelle subatomiche che provengono dalla galassia e dal Sole e piovono anche sulla Terra. Ma sul nostro pianeta sempre a causa della coltre d'aria che ci protegge, le informazioni che si ottengono risultano parziali.
MORTAIO LANCIAGRANATE. - Agli esperimenti di sismologia passiva, cioè all'analisi delle vibrazioni naturali della Luna per mezzo dei sismometri già fatte in precedenza, l'Apollo 16 aggiungerà una serie di esperimenti attivi. Ben ventisette lunamoti artificiali scuoteranno la crosta lunare nel corso della missione. Il primo sisma si avrà con la caduta del terzo stadio del razzo Saturno, poi - una volta impiantata la stazione automatica di rilevamento analoga a quelle delle altre missioni Apollo - saranno provocate piccole esplosioni e percussioni sul suolo che verranno registrate sia dai sismometri sia da speciali geofoni secondo la tecnica impiegata sulla Terra nelle prospezioni petrolifere. In particolare, verrà messo in funzione un mortaio lanciagranate che agirà su radiocomando. Le percussioni avverranno con una specie di "bazooka" puntato contro la superficie selenica. 
I LAMPI NEGLI OCCHI. - Ed eccoci alle novità in campo medico-biologico. Questa missione, oltre che rappresentare la fase conclusiva del programma Apollo guarda al futuro: le imprese degli anni Settanta che vedranno gli uomini non più impegnati per pochi giorni, sia pure in viaggi lunari, ma dovranno rimanere in orbita terrestre per periodi di mesi.
Per esempio, nei precedenti voli, alcuni astronauti avevano accusato la visione di lampi di luce nei loro occhi. Forse si tratta di particelle cosmiche che oltrepassano le barriere metalliche della cabina e quelle più tenui delle palpebre. Ora è stato stabilito che gli astronauti - a periodi alterni - si bendino gli occhi e misurino con un cronometro il numero dei lampi che riusciranno a vedere. In più, poiché nell'ultimo volo si manifestarono fenomeni di aritmia cardiaca ora si sono muniti gli uomini lunari di un medicinale capace di bloccare fatti del genere.
UOVA DI GAMBERO. - L'ambiente cosmico verrà sfruttato per alcune prove di depurazione dei vaccini con sistemi chimico-fisici che sulla Terra (a causa della gravità) sono difficilmente realizzabili. Sulla Luna saranno inoltre trasferiti campioni di organismi viventi: batteri, funghi microscopici e perfino uova di gambero. Gli scienziati intendono stabilire gli effetti dell'ambiente extraterrestre della radiazione cosmica su fenomeni della vita e sull'eventuale cambiamento delle caratteristiche genetiche.
L'ALTOPIANO VULCANICO DI CARTESIO. - A questa breve e ovviamente incompleta panoramica c'è da aggiungere che la regione prescelta sul globo lunare per l'esplorazione dell'Apollo16 è quella di Cartesio. Qui gli astronauti Young e Duke scorrazzeranno con l'automobile elettrica e a piedi per un periodo più lungo di tutte le precedenti imprese: rimarranno sulla Luna per circa 73 ore; usciranno all'aperto tre volte. 
La regione è un altopiano collinoso probabilmente di origine vulcanica nel settore più a sud finora esplorato. I nuovi esploratori lunari vi potranno trovare rocce più antiche di quelle ottenute con l'Apollo 11, 12 e 14 e più giovani di quelle raccolte nell'estate scorsa ai piedi della montagna di Hadley. 
(Giancarlo Masini)


Le tappe del volo

DOMENICA 16 APRILE: Ore 18,54 lancio da Capo Kennedy.
Ore 19,06  immissione nell'orbita di parcheggio intorno alla Terra.
Ore 21,33  riaccensione del terzo stadio del razzo Saturno per la traiettoria translunare.

LUNEDI' 17 APRILE: Ore 6,33 prima correzione di rotta di metà percorsa.

MARTEDI' 18 APRILE: Ore 1,33 seconda correzione di rotta e, 3 minuti dopo, seconda trasmissione televisiva della durata di 30 minuti.

MERCOLEDI' 19 APRILE: Ore 21,23 Apollo 16 entra in orbita lunare.

GIOVEDI' 20 APRILE: Ore 19,08 Young e Duke entrano nel veicolo lunare che da quel momento si chiamerà "Orion" e si staccerà dall'astronave Apollo la quale verrà indicata con il nome di "Casper". Inizio della discesa sulla Luna.
Ore 21,41 "Orion" tocca il suolo selenico al centro della pianura ondulata di Cayley.
 
VENERDI' 21 APRILE: Ore 1,24 prima uscita all'aperto sul suolo lunare. Deposizione dell'automobile elettrica e sistemazione degli strumenti scientifici.
Ore 8,19 si conclude la prima attività extra-veicolare.
Ore 23,34 seconda passeggiata sulla Luna, che si concluderà alle 6,44 di sabato 22 aprile.

SABATO 22 APRILE: Ore 23,19 inizio della terza escursione selenica che si concluderà alle 6,19 di domenica 23 aprile.

DOMENICA 23 APRILE: Ore 22,39 partenza dalla Luna visibile per TV.

LUNEDI' 24 APRILE: Ore 0,34 ricongiungimento tra le due astronavi "Orion" e "Casper".

MERCOLEDI' 26 APRILE: Ore 1,15 abbandono dell'orbita lunare per il viaggio verso terra.

VENERDI' 28 APRILE: Ore 21,30 ammaraggio nell'Oceano Pacifico a nord dell'Isola di Natale.

1972/04/16: Il giorno del lancio sui quotidiani italiani: "La Stampa"

Dalla prima pagina de "La Stampa" di domenica 16 aprile 1972 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).
All'interno dello stesso quotidiano a pagina 15, la presentazione della penultima missione lunare a poche ore dalla partenza (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

OGGI, SENZA TAMBURI, PARTENZA PER LA LUNA

Un "Apollo" in grigio

Manca la novità che possa eccitare il pubblico; tuttavia, la missione odierna è di grande importanza esplorativa e scientifica (verrà deposto sulla Luna un "osservatorio astronomico" in miniatura) - La permanenza sul suolo lunare durerà 72 ore, verrà percorsa una zona particolarmente tormentata - Da un successo dipenderà lo sviluppo dei futuri programmi Nasa

(Dal nostro corrispondente) New York, 15 aprile. Il programma Apollo, il massimo progetto tecnico e scientifico della storia, volge alla fine. Alle 18,54 di domani, ora italiana, parte da Capo Kennedy l'Apollo 16; l'Apollo 17, l'ultimo della serie, partirà il 6 dicembre. La Luna, la vera frontiera del dopoguerra, è conquistata, e l'America avverte un bisogno di pausa e riflessione. Nelle esplorazioni dello spazio, si opera un salto cruciale. L'America deve rispondere a due interrogativi: continuare la competizione con l'Urss, o cercarne la collaborazione? Quale funzione attribuire alla tecnologia dopo il boom?

Microbi a bordo

Per Apollo 16, gli exploits di un tempo sono diventati routines. Le corse in automobile di Scott e Irwin sulla superficie selenica, lo scorso luglio, e le stupende telecronache a colori hanno ridestato la curiosità popolare. Ma adesso il pubblico è attratto dallo spettacolo, non più dalla ricerca e dall'avventura. Dopotutto è il quinto sbarco lunare in 33 mesi. Venti uomini hanno già circumnavigato l'astro, otto vi hanno già messo piede, tre laboratori automatici che funzionano tuttora vi sono già stati installati, e 175 chili di pietre e polvere sono stati portati a Terra. A luglio, esistevano motivi di allarme: la morte dei cosmonauti sovietici Dobrovolskij, Volkov e Patsaev quattro settimane prima, il ricordo dello scoppio del serbatoio d'ossigeno sull'Apollo 13, le difficoltà meccaniche incontrate dall'Apollo 14. Ora, v'è abbastanza indifferenza da far pensare a "scampagnate trimestrali", come protesta il senatore McGovern.

Eppure, la missione dell'Apollo 16 non è una semplice ripetizione delle precedenti. La durata del viaggio (dodici giorni) non costituirà un primato; sarà un primato invece la permanenza di Young e Duke sulla Luna (72 ore). Per la prima volta, verranno installati un miniosservatorio astronomico (Far Ultraviolet Camera Spectrograph) e un misuratore delle radiazioni cosmiche. Il punto scelto per l'atterraggio, la Regione di Cartesio sull'altopiano centrale della faccia visibile della Luna, svelerà forse il segreto delle formazioni vulcaniche. Il bottino in pietre e polvere sarà di 90 chili circa. A bordo dell'Apollo 16, infine, troveranno posto microbi e organismi vegetali. uno speciale apparecchio ne registrerà le reazioni nel vuoto. Ha dichiarato James Fletcher, il direttore della Nasa: "La missione sarà la più rigorosa ed utile del programma: contribuirà decisamente alla conoscenza del nostro sistema solare e ai futuri voli interplanetari".

Il nuovo "Rover" 

Rimane poi, nonostante tutto, il rischio di incidenti agli astronauti. L'Apollo 16 entrerà in orbita lunare alle 21,23 del 19 prossimo, ora italiana. Alle 21,41 del giorno successivo, il modulo scenderà sulla superficie, per ripartirne alle 22,39 del 23. L'ammaraggio della cabina di comando nel Pacifico è previsto per le 21,30 del giorno 28. Queste manovre sono sempre riuscite perfettamente, ma il comandante Young ha anche discusso la possibilità che una di esse fallisca. "Siamo pronti a qualsiasi eventualità" ha detto "sebbene confidi molto nei doppi comandi".

Sarebbe un errore sottovalutare l'aspetto umano dell'impresa: John Young, 41 anni, è insieme con Lovell il veterano della Nasa. Sposato due volte, con due figli, ha già partecipato ai voli del Gemini 3 nel marzo del 1965, del Gemini 10 nel luglio del '66, e dell'Apollo 10 nel maggio del 1969. Guiderà il Rover o automobile, con cui, ha annunciato, intende stabilire "un record di velocità". Ha scelto il nome Orion per il modulo lunare "in omaggio alla costellazione che ci farà luce nei cieli". E' ingegnere aeronautico, come pilota detiene il primato di "scalata", 25 mila metri in 230 secondi, una ascesa in jet "da levare il fiato". Coltiva l'hobby della caricatura, in genere a spese dei colleghi. Di poche parole, è noto tuttavia per il suo sense of humour.

Il comandante avrà al suo fianco Charles Duke, tenente colonnello dell'aviazione, trentasettenne, anch'egli sposato, con tre figli, neofita dello spazio. Duke si è laureato in scienze al famoso Institute of  Technology del Massachusetts, e ha tenuto i collegamenti radio con l'Apollo 11, per lo storico primo sbarco dell'uomo sulla Luna. Il terzo membro dell'equipaggio è Thomas Mattingly, capitano di marina e pilota della cabina di comando. Trentottenne, già istruttore di volo, è come Duke al suo "debutto".

La missione costerà 445 milioni di dollari: 185 milioni per la cabina di comando e il modulo di servizio, 65 milioni per il modulo lunare, 50 milioni per il laboratorio automatico che resterà sulla Luna, 26 milioni per il minisatellite artificiale che verrà lanciato da Mattingly, 10 milioni per il Rover, il resto per le varie operazioni. Complessivamente, il programma Apollo costerà 24 miliardi di dollari, il bilancio di due grossi Stati europei. Afflitta dalla crisi vietnamita, da quelle delle droghe, e da quella delle città, L'America si chiede se non sia troppo.

La riflessione, l'indifferenza, il dubbio possono sembrare effetto di un trauma. "E in verità" afferma John Kenneth Galbraith "il trauma c'è, ed è triplice". L'America ha scoperto che la conquista della Luna non ha rafforzato l'industria aerospaziale - che il boom della tecnologia non ha portato l'espansione del "Research and Development" - che la scienza non ha risolto i suoi gravi problemi sociali. Dal '65 a oggi, gli stanziamenti per l'esplorazione dello spazio si sono dimezzati, quelli per la ricerca e lo sviluppo sono scesi dall'1 per cento allo 0,5 per cento del prodotto nazionale lordo, e la povertà il razzismo la sperequazione si sono aggravati. Il premio Nobel per la genetica Joshua Ledemberg denuncia "la disaffezione giovanile per la scienza". "I sentimenti antimilitaristi delle università investono lo spazio e la tecnologia" dice. "Temono che siano fine a se stessi, schiavi del Pentagono e degli interessi industriali". La contestazione è sempre più violenta.

Nixon a Baikonur?

Al tempo stesso l'America ha scoperto che l'Urss non è stata sconfitta da questo dispendio di energia e dollari. "L'Urss lancia il triplo dei nostri satelliti e astronavi all'anno" scrive il New York Times. "Il suo programma spaziale è più imponente del nostro nel periodo di grazia '65-'66" rileva un'inchiesta del Senato. Il prodotto nazionale lordo sovietico è la metà di quello americano, ma gli investimenti sono due volte tanto. L'Accademia delle scienze di Mosca pare avere anche piani più precisi e più a lunga scadenza di quelli della Nasa: insiste sulle piattaforme orbitanti terrestri, lasciando agli automatismi l'esame e lo studio della Luna e dei satelliti. In tale scelta v'è la mano dei militari: le piattaforme hanno un'importanza strategica assai superiore a quella degli Apollo. La lacuna dell'Urss sembra una sola: non possiede l'equivalente del Saturno 5, il vettore da oltre tremila tonnellate, alto 110 metri, degli Stati Uniti.

Quali, quindi, le prospettive americane? Di certo, per ora, vi sono il progetto Skylab (Laboratorio del cielo) e quello Shuttle (La navetta). Il primo prevede per l'anno prossimo l'attivazione di un prototipo di piattaforma orbitante terrestre: equipaggi di tre astronauti vi si alterneranno per periodi di due settimane, un mese. Il secondo prevede la costruzione e il volo battesimale entro il '78 di un "supersonico dello spazio" capace di tornare a Terra e di trasportare 12 persone: l'aereo servirebbe ai collegamenti con le piattaforme, e costerebbe 5 miliardi di dollari.

Ma vi sono anche segni che l'America intende colmare rapidamente il vuoto creato dall'abbandono della Luna a partire da gennaio venturo con una duplice azione di più vasta portata: il rilancio cioè e insieme la definizione del ruolo della tecnologia, e la collaborazione spaziale con l'Urss. Poche settimane fa, Nixon ha lanciato il "New technology opportunity program". Ha dichiarato l'ex presidente della commissione per l'energia atomica Seaborg: "Il fall out" della conquista della Luna è un monumento allo ingegno umano: ha dato al mondo i "computers", ha gettato le basi dell'ecologia, ha rivoluzionato le comunicazioni, la navigazione, la medicina. Promette ora una facile estrazione di minerali e cibo dal mare e dalla terra".  Lo stesso Nixon, nella sua visita nell'Urss alla fine di maggio, vedrà forse "la città delle stelle" e il cosmodromo di Baikonur: corre voce che proporrà l'uso comune di una piattaforma per il 1975.  (Ennio Caretto)

Sul quotidiano "La Stampa" il palinsesto televisivo di domenica 16 aprile 1972. Alle 18:40 è previsto sul canale nazionale il collegamento in diretta per il lancio di Apollo 16 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).