La cinepresa di bordo del Modulo Lunare riprende la discesa verso la superficie lunare su pellicola a colori alla cadenza di 12 fotogrammi al secondo. Questo restauro stabilizza la velocità di ripresa, rende più fluido il filmato interpolandolo per portarlo a 24 fotogrammi al secondo e ruota l’inquadratura per farla corrispondere all’orientamento del piano orizzontale della cabina del veicolo.
2012/04/21
1972/04/21: L'emozionante arrivo di "Orion" sulla Luna su "Il Corriere della Sera"
LA MISSIONE HA RISCHIATO D'ESSERE ANNULLATA
"Apollo 16" sulla Luna
dopo un drammatico rinvio
L'atterraggio è avvenuto alle 3.23 di stanotte - Un'improvvisa avaria sul modulo di comando aveva provocato il ritardo - Il Lem si era già staccato dal treno spaziale - Concitate consultazioni fra Houston e lo spazio
HOUSTON, 21 mattina. Alle 3.23 di stanotte il LEM con Young e Duke è atterrato sulla Luna, con circa sei ore di ritardo sul "ruolino di marcia" a causa di un guasto a bordo del veicolo di comando dove era rimasto il solitario Mattingly. Sono state ore di "suspense", durante le quali si è temuto che la missione di "Apollo 16" potesse essere annullata. Soltanto verso l'una di questa notte il direttore del centro di controllo di Houston, dottor Kraft, ha dato via libera ai due astronauti di "Orion" per l'atterraggio. "Meno male!", hanno risposto da bordo del LEM. In quel momento "Orion" e l'astronave-madre viaggiavano a 40 metri una dall'altra, pronte ad ogni eventualità.
Il modulo lunare si è posato sull'altopiano di Cartesio alle 3.23. La prima passeggiata del nono e decimo uomo sulla Luna comincerà alle 17.30 di oggi, venerdì.
Ecco la cronaca di una giornata che ha avuto momenti di grande tensione:
- 20.16 (italiane) - l'astronave lunare Orion e la cabina di comando Casper, staccatesi regolarmente, passano dietro la Luna e si perde, come sempre, il contatto radio per una trentina di minuti durante i quali Mattingly dovrebbe accendere il motore principale di Casper per portarsi sull'orbita di parcheggio.
- 20.34 - Mattingly si accorge che non funziona il sistema di controllo direzionale del motore che deve essere acceso.
- 21.04 - Viene ristabilito il contatto radio con Houston e Mattingly segnala il guasto, ed avverte di aver rinunciato, in attesa dei controllori di Houston, alla prevista manovra che lo avrebbe fatto salire nell'orbita circolare di parcheggio.
- 23.54 - Il centro di controllo avverte gli astronauti che la decisione sul proseguimento della missione verrà presa all'una dopo tutta una serie di controlli. Si precisa che gli uomini dell'equipaggio non corrono pericolo.
- 0.55 - La NASA annuncia che la missione di Apollo 16 può continuare. Ritorna il buon umore sia a Terra sia nello spazio.
- 2.16 - Mattingly inizia la manovra per portare Casper sull'orbita di parcheggio.
- 3.11 - Orion accende il motore di discesa e dodici minuti dopo si posa regolarmente sulla Luna. Alle 17.30 i due astronauti Young e Duke scenderanno dal LEM e la loro prima passeggiata durerà sette ore. Il LEM resterà sulla Luna fino alle 23.39 di domenica 23.
Alle sei di stamane, finalmente, gli astronauti hanno potuto dormire. Il dottor Berry ha stabilito che saranno risvegliati dopo otto ore. Ieri sera era stato registrato un altro inconveniente: si era bloccato il meccanismo automatico di "puntamento" di un'antenna che serve per i collegamenti con la Terra. Le comunicazioni sono state quindi un po' difficili, ma il guasto è stato riparato. Quanto alla tuta stretta di Duke, all'inconveniente - non dovuto ad una sostituzione, ma al fatto che lo stesso Duke aveva preteso un ridimensionamento perché la tuta ostacolasse meno i suoi movimenti - si è rimediato con la pressurizzazione dello scafandro.
1972/04/21: L'arrivo di Young e Duke sulla Luna sul quotidiano "La Stampa"
Nella notte si è temuto di dover rinunciare all'impresa
Apollo: sono discesi sulla Luna
dopo ore d'ansia per un guasto
Lo sbarco del Lem alle 3,23 di oggi; era previsto per le 21,41 di ieri - Per alcune ore i tre astronauti hanno viaggiato divisi nello spazio: Young e Duke sul "modulo Orion", Mattingly sull'astronave-madre - Il ritardo per il mancato funzionamento d'un congegno elettrico - Il difetto avrebbe potuto rendere impossibile il ritorno
(Dal nostro corrispondente) New York, venerdì mattina. Dopo tre, quattro drammatiche ore, in cui si è temuto che la missione dell'"Apollo 16" dovesse essere annullata, il modulo "Orion" ha ottenuto dal centro spaziale di Houston il permesso di atterrare sulla Luna. Anziché alle 15,23, come previsto, l'atterraggio è avvenuto alle 21,23 (le 3,23 di stamane in Italia). Houston ha annunciato la sua decisione verso le 19, mentre "Orion" e la cabina di comando "Casper" si trovavano dietro l'astro, fuori del campo cosiddetto di radiovisibilità. Appena sono spuntati dalla faccia nascosta della Luna, Young e Duke sul modulo, e Mattingly su "Casper" hanno emesso un grido di gioia. "Benissimo, evviva, siamo tutto orecchi" hanno urlato alla notizia. E Young, il comandante, ha subito aggiunto: "Una sola concessione. Quando tocchiamo la superficie selenica, lasciateci dormire sbarcheremo domani".
L'intera America ha tirato un respiro di sollievo alla svolta ormai insperata di una vicenda che ricordava sempre di più quell'Apollo 13 nel 1970. Allora l'Apollo 13 fu costretto a tornare a Terra dallo scoppio di un serbatoio di ossigeno. Adesso si pensava che il modulo lunare dovesse "spingere" la cabina di comando attraverso lo spazio per riportare i tre astronauti in salvo. Mai l'esplorazione del cosmo ha vissuto attimi così carichi di suspense. Il fatto che una grave, imprevista difficoltà sia stata superata dimostra quale armonia si sia ormai stabilita tra uomini e macchine, tra piloti e scienziati. Questa missione è stata turbata fin dall'inizio da piccoli guasti: perdita di vernice isolante, paralisi del sistema navigazionale primario. Ma il coraggio di Young, Duke e Mattingly, e l'abilità dei tecnici stanno per essere premiati.
Neppure adesso che si comincia a guardare agli eventi a sangue freddo, è chiaro che cosa sia successo. I fatti sono i seguenti. Alle 13,08, il Casper e l'Orion si sono separati in orbita, il primo per compiere i suoi esperimenti spaziali, il secondo per prepararsi alla discesa sulla Luna. Poco dopo, essi sono scomparsi dietro l'astro. In teoria, la cabina di comando avrebbe dovuto salire dall'orbita in cui si trovava (12-69 miglia) a quella superiore cosiddetta di sicurezza (65-197 miglia). Ma essa si è ripresentata nel campo di radiovisibilità ancora al livello più basso: Mattingly, ormai solo a bordo, ha comunicato con una certa apprensione che il motore era rimasto inclinato nella posizione sbagliata, e non s'era acceso. Si prospettava la possibilità che la cabina non potesse più uscire dall'orbita per forza propria.
A soli trenta minuti dall'inizio della discesa, il centro spaziale di Houston ha perciò "bloccato" il modulo lunare. Ha chiesto a Young e a Duke di rinviare di "almeno un'orbita" la manovra. Ha ordinato loro inoltre di avvicinarsi a Casper e di tenersi pronti a ogni emergenza. I due vascelli hanno abbreviato la distanza a meno di cento metri e si sono messi in formazione. Young e Duke hanno cancellato dalla "memoria" del computer tutti i comandi per l'atterraggio, e hanno incominciato a elaborarne alcuni nuovi. Mentre Mattingly controllava disperatamente tutti gli interruttori, tecnici e scienziati cercavano febbrilmente una soluzione del problema. In quel frangente, i due vascelli uscivano dal campo di radiovisibilità, tra angosciosi interrogativi in tutto il mondo. I portavoce di Houston hanno spiegato ai giornalisti che il motore di discesa del modulo lunare sarebbe servito all'astronave per percorrere il cammino verso la Terra. Qualcosa di analogo era successo per l'Apollo 13, quando il motore principale era divenuto inutilizzabile.
"Non disperiamo tuttavia di portare a termine la missione", hanno detto. "Non tutto è perduto". Hanno calcolato che il tempo utile per l'atterraggio sulla Luna sarebbe scaduto solo verso le 2 di domattina, le otto in Italia, cioè dopo cinque orbite. "Gli astronauti non corrono nessun pericolo" hanno sottolineato. "Garantiamo noi della loro salvezza. Forse ce la farebbero anche col motore guasto, ma non vogliamo rischiare". Hanno stabilito di dare una risposta entro tre o quattro ore.
Il mistero è stato risolto più rapidamente di quanto si credesse: Sembra che un'interferenza elettrica avesse bloccato un'interruttore, quello che regola l'inclinazione del motore (lo stesso interruttore, qualche giorno fa, aveva bloccato il sistema navigazionale primario). Il computer, registrando l'anomalia, ha congelato anche il motorino dell'accensione. Di qui il rifiuto del motore principale di accendersi. Mattingly, ricevute le istruzioni necessarie dal Centro spaziale di Houston, ha potuto rimediare all'inconveniente. La cabina Casper è così salita nell'orbita più alta, e il modulo Orion ha ripreso i preparativi per la discesa sulla superficie selenica. "Arrivederci tra quattro giorni" hanno detto Young e Duke a Mattingly "e questa volta non ci fare scherzi". (Ennio Caretto)
1972/04/21 03:23 IT (21:23 HO): "Orion" è sulla Luna! Le prime foto
Un primo quarto di Luna illumina in piena notte il cielo sulla penisola italiana, sono le 03:11. In Texas e precisamente a Houston le lancette dell'orologio segnano le 21:11. A più di 380.000 chilometri dal nostro pianeta si sta realizzando finalmente, dopo sei lunghe ore di ansia e tensione, l'obiettivo primario della missione Apollo 16. John Young e Charles Duke danno il via alla manovra di discesa con l'accensione del motore del Modulo Lunare "Orion". Sono trascorse 104 ore e diciassette minuti dall'inizio dell'ottavo straordinario viaggio umano verso il Satellite naturale della Terra. Un'ora prima Thomas Mattingly, solitario pilota del Modulo di Comando, aveva sistemato la sua navicella in un'orbita distante dalla superficie lunare di 124 chilometri come apocinzio e 98 chilometri come pericinzio.
La discesa di "Orion" avviene da un'altezza di venti chilometri, la più alta mai effettuata da un Modulo Lunare nelle precedenti quattro missioni. A poco più di quattro chilometri dalla superficie Young alla guida del Lem inizia ad avere, guardando attraverso il finestrino, una visione completa del sito prescelto di atterraggio. Subito dopo da Houston il Capcom di turno, l'astronauta James Irwin, annuncia il definitivo via libera dalla Terra per l'allunaggio: è il "Go for Landing"!
La discesa prosegue, così come il continuo scambio di comunicazioni tra la base di Terra e i due uomini all'interno del Lem. E' il momento di maggiore tensione ed estremamente delicato di ogni missione lunare. A duemila metri di altezza il comandante di Apollo 16 porta "Orion" nel giusto assetto per prepararsi alla fase finale della discesa. A sessanta metri i due astronauti vedono per la prima volta l'ombra del Lem proiettarsi sul suolo selenico. A ventiquattro metri il Modulo Lunare inizia a sollevare un po' di polvere. Infine la luce della spia del pannello dei comandi del Lem si accende: sono atterrati! "Houston, il vecchio Orion è finalmente arrivato! Fantastico!", grida entusiasta Charlie Duke. "Non dovremmo camminare molto per raccogliere rocce, Houston. Ci siamo proprio in mezzo!", annuncia il comandante Young. Il veterano dello spazio, al suo quarto volo, e il pilota del Modulo Lunare sono rispettivamente il nono e il decimo uomo nella storia a raggiungere a bordo di un veicolo spaziale la Luna. I loro piedi in questo momento sono a circa quattro metri e mezzo dal suolo. Sono le 03:23 in Italia, le 21:23 a Houston. L'orologio scattato al momento del "liftoff" da Cape Kennedy segna 104 ore, ventinove minuti e 35 secondi.
Dopo le emozioni dell'atterraggio, e i complimenti e gli applausi ricevuti dai tecnici del controllo a terra, John Young e Charlie Duke possono ammirare ora, attraverso i finestrini di quella che sarà la loro casa lunare per tre giorni, lo spettacolare panorama lunare nella regione di Cartesio, ancora incontaminato da orme di uomo, che si mostra davanti a loro.
Le prime foto scattate da Young e Duke della regione di Cartesio dopo l'allunaggio
2012/04/20
1972/04/20: Mattingly: "Sono un uccellino malandato". Ore di ansia a Houston e nello spazio, poi il via libera per l'allunaggio
Le lancette degli orologi portati al polso dai tecnici seduti davanti alla consolle al centro di controllo di Houston segnano le 12:07. Da più di due ore e mezza John Young e Charles Duke sono a bordo del Modulo Lunare "Orion". Insieme a Thomas Mattingly, rimasto solo sul Modulo di Comando "Casper", stanno sorvolando il lato nascosto, a noi terrestri, della Luna. Sono trascorse 96 ore e tredici minuti dall'inizio della missione quando avviene il distacco tra i due veicoli cosmici, superstiti dell'immenso razzo sparato verso il cielo azzurro della Florida domenica 16 aprile. I due equipaggi volando in formazione si scambiano complimenti sulle loro rispettive astronavi. Charlie Duke osservando da un finestrino di "Orion" il Modulo di Comando dice: "Hai davvero un bel veicolo spaziale Ken!". E Mattingly a bordo di "Casper" risponde: "Anche il vostro è molto carino". I tre uomini dell'Apollo 16 sono entusiasti. Tutto va per il meglio, i problemi tecnici fin qui accaduti durante il viaggio e risolti brillantemente sembrano lontani. Ora John Young e Charlie Duke attendono con impazienza il momento di accendere il motore del Lem per l'inizio della discesa verso la superficie lunare.
All'inizio della tredicesima orbita, come previsto dal piano di volo, Ken Mattingly deve portare "Casper" ad un'altezza circolare di 111 chilometri dalla superficie lunare, la cosiddetta "orbita di parcheggio", in attesa di riunirsi di nuovo ai suoi compagni al termine della loro esplorazione nella regione di Cartesio e per dare inizio agli esperimenti installati nel vano del Modulo di Servizio. L'operazione deve avvenire durante il sorvolo del lato nascosto del nostro satellite con l'accensione dell'SPS, (Service Propulsion System), il motore principale dell'astronave. Quando è il momento di azionarlo, però, l'intero complesso Apollo vibra paurosamente. Nonostante i vari tentativi da parte del pilota del Modulo di Comando la situazione non si sblocca. A Mattingly non resta che avvertire Young e Duke ormai distanti a bordo di "Orion" alcuni chilometri da lui: "Sono un uccellino malandato, ragazzi". Sono le 20:34 ora italiana, le 14:34 a Houston. A 384.000 chilometri di distanza milioni di telespettatori in tutto il mondo sono già collegati davanti agli schermi televisivi, per seguire nelle edizioni speciali dei vari telegiornali le ultime fasi della discesa del nono e decimo uomo nella storia sulla Luna.
Ripristinato il collegamento radio con Houston, Mattingly segnala al Capcom di turno Henry Hartsfield il grave guasto, precisando di avere rinunciato ad altri tentativi in attesa di una risposta dalla base sull'inatteso e imprevisto problema. Così come è accaduto per le emergenze nei giorni precedenti, viene immediatamente riunito un team di tecnici e astronauti per scoprire l'origine dell'avaria mentre viene chiesto a Young e Duke di riavvicinare "Orion" a "Casper" e di tenersi pronti ad un'eventuale riaggancio nel caso l'allunaggio venga annullato. E' necessario, infatti, per uscire dall'orbita lunare e ritornare verso la Terra la spinta del motore di discesa del Lem; un'operazione simile già accaduta nella sfortunata missione di Apollo 13 nell'aprile del 1970. Sulla Terra e nello spazio si vivono momenti di grande tensione. Alle 17:54 ora del Texas, poco prima della mezzanotte ora italiana, Houston comunica ai tre astronauti di stare tranquilli, non corrono alcun pericolo e che si stanno prendendo in considerazione da parte degli ingegneri di volo tutte le opzioni possibili sul proseguimento o meno della missione solamente dopo un'accurato controllo dei dati.
Gli uomini di "Orion" e "Casper" continuano, intanto, ad inanellare giri intorno a Selene, in attesa di conoscere il loro destino. Dopo lunghe ore di "suspense" e dopo varie simulazioni nello stabilimento del produttore del razzo principale del Modulo di Servizio in California e nel simulatore in Texas, a terra si giunge alla conclusione che l'anomalia riscontrata non presenta alcun rischio strutturale per il veicolo spaziale e non debba ritenersi tale da compromettere il regolare proseguimento del volo. Ripristinato il collegamento radio arriva alle orecchie degli tre astronauti attraverso le cuffie l'annuncio tanto atteso: "Qui Houston, avete il GO per il proseguimento della missione". La notizia viene accolta con gioia dai tre uomini di Apollo 16. Ora "Orion" può di nuovo allontanarsi da "Casper" e prepararsi alle manovre per la discesa verso gli altopiani lunari. Houston avverte inoltre Young, Duke e Mattingly che a causa del ritardo accumulato ci sarà una modifica al piano di volo, tra cui l'accorciamento di un giorno della missione. Pronta la risposta del comandante Young: "Ok base. Vi chiediamo solo che una volta atterrati ci lasciate riposare qualche ora. Questa lunga attesa è stata veramente snervante".