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2012/04/15

1972/04/15: Le ultime notizie alla vigilia del lancio sul quotidiano "La Stampa"

A pagina 11 del quotidiano "La Stampa" di sabato 15 aprile 1972 le ultime notizie sull'imminente lancio di Apollo 16 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

La quinta spedizione Usa sul satellite

Tutto pronto per Apollo 16

Parte domani verso la Luna

I tre astronauti hanno concluso la preparazione, oggi riposano tutto il giorno - Cura di potassio a Young e Duke per evitare stanchezza durante l'esplorazione lunare

(Dal nostro corrispondente) New York, 14 aprile. I tre astronauti dell'Apollo 16 hanno ultimato oggi i preparativi per il lancio di domenica. In mattinata, hanno compiuto le ultime manovre simulate di volo, e nel pomeriggio ascoltato l'ultima lezione di geologia. Domani riposeranno per quasi tutta la giornata, ripassando soltanto il programma della loro missione. Gli scienziati e i tecnici sono alacremente al lavoro intorno al gigantesco razzo Saturno, alla cabina di comando "Casper" e al modulo lunare "Orion". Hanno avuto ieri un "intervallo" di dodici ore, e non potranno più fermarsi sino alla partenza.

I medici hanno sottoposto il comandante John Young e il tenente colonnello Charles Duke a una cura di potassio, per prevenire eventuali irregolarità cardiache ed eccessi di stanchezza durante la loro permanenza di 73 ore sulla Luna. Il luglio scorso, gli astronauti Scott e Irwin, durante l'esplorazione della superficie selenica, avevano accusato proprio questi scompensi. Al ritorno a terra, s'erano ripresi solo dopo undici e nove giorni rispettivamente, tre volte il tempo normale. Il terzo membro dell'equipaggio dell'Apollo 16, il capitano Thomas Mattingly, che rimarrà in orbita lunare nella cabina di comando, ha evitato la cura.

Né i mezzi meccanici né le condizioni di salute degli astronauti suscitano la minima preoccupazione a Capo Kennedy o al Centro di Houston. Si teme soltanto che il tempo, eccellente sino a stamane, volga al peggio. Se le formazioni temporalesche, tipiche di questa stagione in Florida, impedissero il lancio all'ora fissata, le 12,54 di domenica, esso dovrebbe essere rinviato al 14 maggio. Si tratta comunque di un'eventualità remota. (e.c.) 

2012/04/11

1972/04/11: Il quotidiano "La Stampa" presenta la nuova missione lunare americana

La pagina dedicata alla tecnologia e la scienza del quotidiano "La Stampa" di martedì 11 aprile 1972 dedicata all'imminente missione lunare di Apollo 16 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).
La quinta missione dell'America sulla Luna

E adesso, Apollo 16

Il conto alla rovescia è cominciato ieri a Capo Kennedy, la partenza è prevista per domenica pomeriggio - I tre astronauti resteranno in viaggio 12 giorni, 2 ore e 36 minuti - Il comandante Young e il pilota Duke scenderanno sul Satellite nella "regione di Cartesio" e percorreranno 28 chilometri sull'automobile lunare

La nuova impresa

Alto più di 110 metri, pesante più di 2000 tonnellate - qualcosa come un incrociatore - il Saturno 5 della missione Apollo 16 è già sulla rampa di lancio, a Cape Kennedy. Per la quinta volta in tre anni, uomini coraggiosi e addestrati, quasi "condizionati", si preparano a partire, levandosi sopra un ruggente mare di fiamme, in direzione della Luna.
Il fascino della novità è spento, il brivido dell'ignoto è scomparso, il pubblico segue la nuova avventura con l'occhio fisso al registratore di cassa che fa la somma delle spese. Tutti sanno tutto della Luna, ormai, o almeno lo credono: pietre tormentate, polvere grigia, crateri sconvolti; nel silenzio immobile delle lande desolate, sotto un cielo nerissimo in cui le stelle brillano senza scintillare accanto a un sole di fuoco, non un filo di erba, non un soffio di vento, non una goccia d'acqua, non un segno di vita.
Chiusi nella tuta a più strati di nuovo modello, legati al mondo dalla radio, vivi soltanto grazie all'ossigeno che recheranno con sé, gli uomini dell'Apollo 16 rifaranno quanto hanno già fatto altri, sistemeranno strumenti al suolo, raccoglieranno ciottoli e sabbia, andranno in giro con la bizzarra Land Rover attorno al Lem che sarà per tre giorni la loro casa.
Eppure questa missione Apollo 16 è ancora una grande impresa, né inutile né facile. Della Luna non sappiamo tutto, ne abbiamo al più scalfito la superficie, come un mare nel quale ci si sia appena inoltrati, tanto da non perdere di vista la costa. Le sue montagne sono ancora da scalare, i suoi lineamenti da riconoscere, i terreni da analizzare. Sarebbe presuntuoso, e sciocco, dire che cosa ci potremo trovare; e sarebbe ancor più ingenuo voler prevedere le conoscenze che ne trarremo, sul nostro stesso pianeta, persino - per via indiretta - sull'evoluzione della vita sulla Terra. Fra l'altro gli astronauti collocheranno, nella "regione di Cartesio", il primo osservatorio astronomico extraterrestre: un apparecchio fotografico, sensibile alle radiazioni ultraviolette, che potrà riprendere la volta celeste senza le interferenze atmosferiche e magnetiche che sulla Terra limitano, in larga misura, le nostre possibilità. Come una nuova finestra che si apra sul cosmo.
Quanto all'aspetto umano dell'impresa, l'elemento rischio è forse attenuato, non scomparso. In confronto alle prime missioni spaziali sono aumentate grandemente l'affidabilità del razzo (controllo dell'esplosivo e dei comandi elettrici), la tenuta dei materiali (nuove leghe metallurgiche) e la precisione quasi assoluta della guida a distanza. Restano l'estrema complessità della macchina (un milione almeno di componenti che "tutti" devono funzionare senza un intoppo) e la non ancora compiutamente prevedibile reazione psicofisica del singolo uomo alle condizioni estreme del cosmo. 
  (Umberto Oddone)


Il programma di volo

1. Equipaggio
Comandante: John Young, di 41 anni, capitano di vascello; pilota del modulo di comando: Thomas Mattingly, 35 anni, capitano di corvetta; pilota del modulo lunare: Charles Duke, di 36 anni, tenente colonnello dell'Usaf.
2. Durata della missione
Dodici giorni, 2 ore, 36 minuti.
3. Piano di volo
Ottava missione con destinazione Luna (quinta del progetto Apollo con discesa di uomini sul satellite).
-- Lancio: alle ore 18,54 del 16 aprile 1971, dal Complesso di Lancio 39A di Capo Kennedy, in Florida.
-- In orbita lunare: dalle 21,23 del 19 aprile alle 1,15 del 26 aprile 1972.
-- Atterraggio sulla Luna del modulo lunare: alle 21,41 del 20 aprile 1972.
-- Partenza dalla Luna: alle ore 22,39 del 23 aprile 1972.
-- Ammaraggio nell'Oceano Pacifico: alle ore 21,30 del 28 aprile
4. Obiettivi principali
-- Integrazione dell'esplorazione scientifica della Luna ed ampliamento delle conoscenze sul satellite naturale della Terra;
-- raccolta di pietre e polvere lunare da riportare a Terra;
-- montaggio sulla Luna della quarta stazione scientifica Alsep con strumenti automatici di misura.



Che cosa abbiamo appreso dalle spedizioni precedenti

La Luna non è "figlia della Terra"
Ha come noi 5 miliardi di anni

La Luna è molto più restia a perdere i suoi segreti di quanto si poteva immaginare all'inizio del progetto Apollo. Allora il premio Nobel americano Harold C. Urey diceva: "Datemi un pezzo di Luna e sarò capace di raccontarvi l'evoluzione della Terra e la storia del sistema solare". Oggi invece, alla vigilia di Apollo 16 e dopo quattro missioni umane e un numero assai maggiore d'esplorazioni strumentali, le conoscenze finora raccolte non hanno fornito alcuna clamorosa smentita a quanto si sapeva prima né conferme di realtà insolite o impreviste. "Ci vorranno almeno dieci anni di lavoro affinché le informazioni desunte dal materiale raccolto sulla Luna possono essere valutate ed elaborate in tutte le forme possibili e utili", avevano ammonito gli esperti della Nasa nell'agosto scorso, al termine della missione Apollo 15. E forse proprio in queste parole consapevoli c'è la spiegazione dell'apparente lentezza con cui procede l'interpretazione dei misteri lunari.

Le radiazioni

Su quali dati viene condotta questa ricerca? Nelle loro quattro esplorazioni effettuate in quattro località diverse del satellite gli otto astronauti americani hanno raccolto 201, 5 chili di pietre e polveri scelte con cura. Alcuni campioni sono stati distribuiti a laboratori di tutti i continenti affinché fossero esaminati con metodologie diverse, in modo da fornire dati da comparare. I sovietici hanno a loro volta offerto alla Nasa due grammi (dei cento o poco più) raccolti dalle loro sonde automatiche Lunik 16 e Lunik 20 nel Mare della Fertilità. Al materiale solido bisogna poi aggiungere migliaia e migliaia di fotografie d'ogni genere scattate dall'orbita e dalla superficie. Infine - e questa rappresenta la sorpresa più importante di informazioni - gli astronauti hanno impiantato sulla Luna dei laboratori automatici noti come Alsep, che sono delle stazioni geofisiche vere e proprie, capaci di funzionare autonomamente.
Quali risultati hanno già fornito le esplorazioni del "progetto Apollo"? Eccoli. Circa l'età della Luna, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che essa ha "almeno" 4600 milioni di anni, proprio perché a tale epoca risalgono certe rocce raccolte sulla sua superficie. Le pietre più vecchie scoperte sulla Terra risalgono invece a 3600 milioni d'anni. In quanto alla sua formazione, la Luna sarebbe nata dalla condensazione di una grande nube di gas e pulviscolo che in epoche remotissime galleggiava nello spazio. Sembra cioè da scartare l'ipotesi che essa sia nata dalla Terra, come si credeva fino a qualche anno fa, ma è ancora incerto se il satellite si è formato nella sua attuale posizione oppure altrove ed è poi stato catturato dalla gravitazione terrestre. Le rocce lunari risultano infatti composte da elementi chimici simili a quelli presenti sulle rocce terrestri ma che non vi compaiono nelle stesse percentuali. Questa differenza di proporzioni, che in certi casi è apparsa anche piuttosto considerevole, indurrebbe a ritenere che la Luna sia nata "altrove".

Acqua e vita 

Sulla superficie selenica sono state scoperte molte tracce dei bombardamenti di radiazioni solari e cosmiche. L'esame di queste "spie" consente agli scienziati di ricostruire le variazioni intervenute nelle attività del Sole nell'arco di miliardi di anni. La superficie lunare è infatti l'unico luogo accessibile sul quale si possono ricavare queste informazioni sul passato dell'astro. Sulla Terra, protetta dall'atmosfera, le radiazioni solari arrivano molto attutite e in gran parte assorbite. Inoltre le loro tracce sono state praticamente cancellate dall'attività umana. L'analisi dell'attività sismica ha sorpreso non poco gli esperti della Nasa. I terremoti artificiali, provocati mandando ad infrangersi sulla Luna le sezioni ultime dei razzi vettori e le parti superiore del Lem, hanno provocato vibrazioni inaspettatamente lunghe, durate parecchie ore. Sulla Terra i fenomeni della stessa entità provocano vibrazioni che si esauriscano in pochi minuti. Gli strumenti abbandonati sul satellite hanno inoltre dimostrato che alcuni lunamoti spontanei si verificano in cicli mensili e che il massimo della loro intensità viene a coincidere con il periodo in cui la Luna viene a trovarsi nel punto più vicino al nostro pianeta.
C'è acqua sulla Luna? Nell'ottobre scorso i dati provenienti da una delle stazioni automatiche registrarono la presenza di alcune nuvole - sia pure non molto dense - di vapore acqueo. All'inizio si è ritenuto che quel vapore fosse emerso da una frattura della crosta e provenisse dall'interno ancora caldo del satellite. Oggi si è invece indotti a ritenere che sia stato prodotto dalla vaporizzazione di acqua contenuta nei materiali di scarto abbandonati dagli equipaggi.
In quanto alla presenza di vita, finora non è stato reperito nulla che possa ragionevolmente far credere che la Luna sia stata o continui ad essere una culla di viventi.  (Bruno Ghibaudi) 

2012/04/10

1972/04/10: L’inizio del conto alla rovescia di Apollo 16

Gordon Turner, Test Supervisor di Apollo 16, avvia il conto alla rovescia della missione alle 8.30 EST del 10 aprile 1972.

Fonte: Apollo 50th.

1972/04/10: La targa commemorativa della missione che rimarrà sulla Luna

Cape Kennedy. A pochi giorni dal via all'ottavo viaggio Terra-Luna-Terra da parte dell'uomo, viene installata da un tecnico della NASA su una delle quattro "zampe" del Modulo Lunare "Orion", e precisamente quella della scaletta che permetterà a John Young e Charlie Duke di iniziare l'esplorazione sulla superficie lunare, la targa commemorativa che verrà scoperta nel corso di una delle tre attività che il nono e decimo uomo nella storia dell'umanità compiranno nella regione di Descartes, luogo dello sbarco.

La placca, in acciaio inossidabile, è simile a quelle lasciate nei precedenti siti di atterraggio dagli Apollo 12, 14 e 15 (quella di Apollo 11 riportava anche una frase commemorativa, essendo il primo storico sbarco), raffigura i due emisferi del pianeta Terra ed è firmata dai tre astronauti e dal presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.

Foto AP16-KSC-72PC-152, scansione di J.L. Pickering.
Il tecnico della NASA Ken Crow fissa alla scaletta del LEM "Orion" la targa commemorativa che rimarrà sulla Luna a testimonianza della quinta presenza umana sul Satellite naturale della Terra. Foto AP16-KSC-72PC-151, scansione di J.L. Pickering.

2012/03/24

1972/03/24: Conferenza stampa e presentazione del logo della missione

La sera del 24 marzo, a tre settimane dall'inizio del grande viaggio, i protagonisti della nuova impresa lunare programmata per il prossimo 16 aprile, John Young, Thomas Mattingly e Charles Duke, intervengono ad una conferenza stampa al Centro spaziale Kennedy in Florida, in cui illustrano ai numerosi giornalisti presenti della carta stampata e dei mezzi di comunicazione radio televisiva lo scopo e gli obiettivi della loro missione. 

Oltre a specificare la scelta del luogo dell'atterraggio, la zona dell'altopiano di Descartes, dove si pensa in passato vi siano state intense attività vulcaniche e dunque vi siano anche risposte alle domande sull'origine del nostro Satellite e dell'intero Sistema Solare, i tre astronauti di Apollo 16 elencano le varie apparecchiature che compongono la quarta stazione ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments Package) e che Young e Duke installeranno nel corso delle tre attività programmate sulla polverosa superficie selenica. Infine presentano il logo della missione, la penultima, probabilmente, del XX secolo.

"Lo stemma simboleggia", spiega il pilota del Modulo Lunare Charlie Duke, "il lavoro di gruppo che ci permette di effettuare questa importante missione, oltre a identificare l'equipaggio con i nostri nomi, abbiamo voluto mantenere in primo piano l'immagine della nostra nazione, degli Stati Uniti d'America: l'aquila e lo stemma della nostra bandiera con i colori rosso, bianco e blu. Le stelle che circondano il logo sono sedici come il numero del nostro volo. Ken (Mattingly), ha scelto il nome di Casper per il Modulo di Comando, mentre John e io abbiamo designato il Modulo Lunare con il nome di Orion. Abbiamo pensato a dei nomi che fossero collegati alle stelle".

I tre astronauti di Apollo 16 fotografati durante la conferenza stampa. A sinistra il comandante del volo, John Young, al centro il pilota del Modulo di Comando, Thomas Mattingly; a destra nella foto il pilota del LEM, Charlie Duke. Foto AP16-72-H-363.
Lo stemma ufficiale della missione Apollo 16 (fonte: Spacefacts).

2012/02/08

1972/02/08: Il Saturn V viene riportato sulla rampa di lancio

Mancano pochi minuti alle cinque del pomeriggio ora della Florida di martedì 8 febbraio 1972. A poco più di dieci giorni dal rientro all'interno del Vehicle Assembly Building, dopo la riparazione dovuta alla scoperta di un guasto ad uno dei serbatoi di propellente del modulo di servizio del complesso Apollo, il più grande e potente razzo mai costruito dall'uomo, il Saturn V viene riportato dal possente cingolato crawler alla rampa di lancio 39-A. Presenti i tre astronauti protagonisti della missione, si ripete la lunga e lenta cerimonia avvenuta già il 13 dicembre dello scorso anno: cinque chilometri di marcia in sei ore.

L'imprevisto di fine gennaio, seppur risolto nel giro di pochi giorni, ha comunque portato ad uno slittamento della originale data di lancio. La NASA, l'ente spaziale americano, annuncia che non sarà più venerdì 17 marzo, ma domenica 16 aprile il giorno che vedrà staccarsi da terra il penultimo equipaggio umano diretto verso il satellite naturale della Terra.

I tre uomini di Apollo 16. Da sinistra, Charles Duke, Thomas Mattingly e John Young. Alle loro spalle si staglia gigantesco il Saturn V. Foto KSC-72P-22, scansione di J.L. Pickering.
Il Saturn V da poco uscito dal VAB si avvia nella sua lenta marcia verso la rampa di lancio 39-A. Foto KSC-72P-66, scansione di J.L. Pickering.

2012/01/27

1972/01/27: A causa di un guasto il Saturn V viene riportato all'interno del VAB

Cape Kennedy. Per la prima volta nella storia del programma Apollo un Saturn V, già in postazione sulla rampa di lancio e destinato a lanciare il prossimo marzo l'ottavo equipaggio nella storia dell'umanità verso la Luna, viene riportato all'interno del gigantesco VAB (Vehicle Assembly Building) da dove era uscito poco più di un mese e mezzo fa. Il motivo è dovuto ad un danno causato accidentalmente ad un serbatoio di carburante del Modulo di Comando durante uno dei numerosi test di routine. Giovedì 27 gennaio 1972 si procede dunque al "rollback" con il lento ritorno del più potente razzo mai costruito dall'uomo verso l'edificio di assemblaggio. L'improvviso inconveniente, annuncia la NASA, potrebbe comportare uno spostamento nella data di lancio originariamente prevista per il 17 marzo prossimo.

Foto AP16-KSC-72PC-17, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-KSC-72PC-19, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-72-H-116.
Foto AP16-KSC-72PC-16, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-KSC-72PC-18, scansione di J.L. Pickering.

2011/12/13

1971/12/13: L'uscita dal VAB (Vehicle Assembly Building) del Saturn V in direzione della rampa di lancio 39A

Lunedì 13 dicembre 1971. Cape Kennedy. Dopo essere stato assemblato di tutti i suoi componenti (i tre stadi S-IC, S-II, S-IVB; l'anello centrale con la strumentazione di controllo del razzo, il complesso Modulo di Servizio/Comando, Modulo Lunare e la torre di salvataggio), il gigantesco Saturn V esce dal VAB stando posizionato sul crawler, un'altrettanto gigantesca piattaforma simile ad un trattore, e inizia la lenta marcia, circa sei ore, verso la rampa di lancio 39A distante circa cinque chilometri.

Presenti alla "cerimonia" i tre astronauti, Young, Duke e Mattingly, che il prossimo 17 marzo 1972 saliranno, tramite un ascensore, a quasi novanta metri di altezza, entreranno a bordo della capsula Apollo per essere lanciati, penultimi rappresentanti del pianeta Terra, verso la Luna per esplorarla.

Foto AP16-KSC-71PC-768, scansione di J.L. Pickering.
L'astronauta Thomas Mattingly, pilota del Modulo di Comando, assiste all'uscita del Saturn V. Destinazione la rampa di lancio 39A. Foto AP16-71-HC-1489.
Foto AP16-ROLLOUT-NOID, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-KSC-71PC-769, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-KSC-71P-584, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-KSC-71PC-771, scansione di J.L. Pickering.
Foto AP16-71-H-1898, scansione di J.L. Pickering.

2011/07/01

1971/03/03: La NASA ufficializza l’equipaggio della penultima missione umana sulla Luna

Mercoledì 3 marzo 1971. Sono trascorse poche settimane dalla conclusione della missione Apollo 14, che ha riportato con successo due astronauti americani ad esplorare nuovamente la superficie della Luna dopo la drammatica esperienza di Apollo 13 e la NASA, l'ente spaziale americano, ufficializza i tre uomini che comporranno l'equipaggio di Apollo 16, penultima missione nella storia dell'esplorazione lunare del Programma Apollo. 

I tre astronauti designati, due dei quali effettueranno una permanenza di tre giorni sulla superficie lunare nella zona dell'altopiano di Descartes, sono John Young, comandante del volo e veterano dello spazio; Thomas Mattingly, pilota del Modulo di Comando; e Charles Duke, pilota del Modulo Lunare. Per Mattingly e Duke sarà la prima esperienza cosmica.

Il lancio di Apollo 16, che seguirà quello della missione Apollo 15 previsto per la fine di luglio 1971, è programmato per la metà di marzo 1972.

Questa è una breve biografia dei tre astronauti, aggiornata a marzo 1971.

 

John Watts Young

John Young. Foto S71-51261, ottobre 1971.

Il comandante di Apollo 16, destinato a diventare il nono rappresentante del genere umano ad esplorare un corpo celeste al di fuori del pianeta Terra, è nato a San Francisco in California il 24 settembre 1930. Nel 1952 consegue al Politecnico della Georgia la laurea in ingegneria aereonautica. In questo stesso anno entra in servizio in Marina. Nel 1962, il 17 settembre, viene selezionato dalla NASA come astronauta. Sposato con Barbara White dal 1955, ma in procinto di separarsi, Young ha due figli, Sandy e John junior. Ha al suo attivo già tre voli nello spazio: Gemini 3 (marzo 1965), Gemini 10 (luglio 1966) e Apollo 10 (maggio 1969).

 

Thomas "Ken" Mattingly

Thomas Mattingly. Foto S72-16659, 12 gennaio 1972.

Nato il 17 marzo 1936 a Chicago nell'Illinois, Mattingly si è laureato in ingegneria aeronautica presso l'Università di Auburn nel 1958. Entrato a far parte della Marina Militare Statunitense, dal 1963 al 1966 è stato uno dei migliori allievi piloti della scuola aerospaziale. Il 4 aprile 1966 viene selezionato dalla NASA come astronauta. 

È sposato da giugno 1970 con Elizabeth Dailey e non ha figli. Mattingly designato per la missione di Apollo 16 come pilota del Modulo di Comando è al suo primo volo nello spazio. Avrebbe, infatti, dovuto partecipare, sempre come pilota del Modulo di Comando, alla precedente missione lunare di Apollo 13, nell'aprile 1970, ma fu sostituito due giorni prima del lancio da John Swigert a causa del timore di contagio dovuto a un caso di rosolia.

 

Charles Moss Duke

Charles M. Duke, Jr. Foto S71-51289, 21 settembre 1971.

Charles "Charlie" Duke sarà il pilota del Modulo Lunare nella missione di Apollo 16, destinato dunque ad essere il decimo uomo a porre piede sulla superficie del satellite naturale della Terra nel prossimo marzo 1972. Nato il 3 ottobre 1935 a Charlotte nel North Carolina, ha frequentato con successo l'Accademia Farragut di St.Petersburg in Florida nel 1953. Ha ottenuto la laurea in Scienze Navali presso l'Accademia Navale nel 1957 e una laurea in Scienze Aeronautiche presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston nel 1964. Ê stato scelto dalla NASA come astronauta il 4 aprile 1966. Nel 1969 diventa membro della squadra di supporto al Centro di controllo di Houston alle comunicazioni per le missioni lunari Apollo 10 e Apollo 11.

Duke è sposato con Dorothy Clairborne. I due hanno due figli: Charles Jr. e Thomas. Il volo di Apollo 16 segna il suo "battesimo" nello spazio. 

L’equipaggio di riserva di Apollo 16 è composto da Fred Haise (che avrebbe dovuto camminare sulla Luna con Apollo 13 ma non poté a causa del celebre incidente avvenuto durante il volo verso la Luna), Stuart Roosa e Ed Mitchell (entrambi reduci da Apollo 14).

Fonte: NASA

1971/11/30: Le lunghe e impegnative esercitazioni dell’equipaggio di Apollo 16 prima di partire per la Luna

Mentre al Centro Spaziale Kennedy, in Florida, all'interno del Vehicle Assembly Building (VAB), i tecnici della NASA sono impegnati nella fase finale dell'assemblaggio delle varie parti del Saturn V, i tre astronauti designati per la penultima missione lunare umana, John Young, Charles Duke e Thomas Mattingly, proseguono la lunga e dura preparazione iniziata circa un anno fa, per un viaggio che li condurrà a più di 380.000 km dalla Terra e precisamente, come stabilito dagli scienziati dell'ente spaziale americana lo scorso 3 giugno, nell'altipiano di Descartes il prossimo marzo 1972.

La serie di foto qui pubblicate riguarda il periodo settembre-novembre 1971.

Charlie Duke (a sinistra nella foto) e John Young sperimentano un prototipo della Jeep lunare in una zona del deserto del New Mexico (foto AP16-S71-516000, scansione di J.L. Pickering).
Young (a sinistra) insieme a Duke si esercitano nello scattare le foto nel training a Taos nel New Mexico, un paesaggio che troveranno molto simile sulla Luna (foto AP16-S71-51614, scansione di J.L. Pickering).
Young e Duke a bordo di un prototipo della Jeep sperimentano le asperità del deserto del New Mexico in attese di quelle che troveranno sulla superficie lunare (foto AP16-71-H-1548, scansione di J.L. Pickering).
Foto AP16-S71-59355, scansione di J.L. Pickering.
Dopo il mese di settembre trascorso in New Mexico nei mesi di ottobre e novembre il training si sposta al Kennedy Space Center. Charlie Duke alle prese con il trapano lunare che verrà utilizzato per prelevare campioni del suolo lunare in profondità (foto AP16-71-H-1848).
Le lunghe prove proseguono all'interno del Manned Spacecraft Operations Building con il dispiegamento della bandiera a stelle e strisce (foto AP16-S72-15788, scansione di J.L. Pickering).
Nella foto l'equipaggio "titolare" di Apollo 16 ritratto con i membri di riserva e alcuni scienziati prendono in esame da alcuni scatti effettuati nelle precedenti missioni la prevista zona di allunaggio (foto AP16-S71-57999).
Foto AP16-KSC-71PC-742, scansione di J.L. Pickering.
Charlie Duke e il prototipo della Jeep lunare costruita appositamente per le prove a terra (foto AP16-KSC-71PC-743, scansione di J.L. Pickering).
Il comandante di Apollo 16, con all'attivo già tre voli nello spazio, John Young (foto AP16-KSC-71PC-744, scansione J.L. Pickering).