2012/04/24
1972/04/24: Il resoconto della terza ed ultima EVA lunare di Young e Duke sul quotidiano "Stampa Sera"
2012/04/23
1972/04/23 16:25 IT (10:25 HO): Inizia la terza ed ultima esplorazione nella regione di Cartesio per Young e Duke
Da 165 ore e trentuno minuti John Young, Thomas Mattingly e Charles Duke hanno lasciato il loro pianeta natale lanciati dal potentissimo razzo Saturn V verso la Luna. Sono le 16:25 italiane, le dieci e venticinque del mattino ora di Houston, di domenica 23 aprile, quando si apre per la terza volta, dal suo arrivo sulla superficie selenica, il portello del Modulo Lunare "Orion". Ha inizio per i due astronauti l'ultima esplorazione nella tormentata regione di Cartesio. Sarà un'attività più breve delle due precedenti, così è stato stabilito dai controllori di volo a Houston, ma non per questo meno fruttuosa.
Alle 16:34 italiane viene riaccesa la telecamera montata sul Rover: il panorama è quello diventato ormai familiare a chi segue da tre giorni sulla Terra, scienziati, tecnici o semplici spettatori, le bellissime immagini a colori inviate da quasi quattrocentomila chilometri di distanza a cui si aggiungono le entusiastiche impressioni dei due "lunauti" nel descrivere un luogo mai toccato prima da essere umano e le cui orme della loro presenza rimarranno impresse nei secoli.
Obiettivo dell'ultima escursione è l'esplorazione del grande cratere "North Ray", lontano quattro chilometri circa dal luogo dell'atterraggio di "Orion". Qui Young e Duke, giunti a bordo della Rover, come è avvenuto nelle precedenti due giornate di esplorazione, raccolgono campioni e scattano numerose fotografie panoramiche e stereografiche: ogni roccia prima di essere prelevata viene ben documentata, fotografandola prima in pieno Sole e successivamente con il Sole di lato, infine, viene fotografata la zona in cui è stata prelevata.
Visto l'accorciamento della terza sortita, i due saltano alcune zone in cui avrebbero dovuto fermarsi, le cosiddette "stazioni", e puntano direttamente a due grandi massi ribattezzati dai due uomini di Apollo 16 "Shadow Rock" e "House Rock". Da quest'ultimo, una roccia enorme grande quanto una casa, Young e Duke prelevano una ricca quantità di campioni scattando numerose foto. A terra i geologi che seguono in diretta l'evento si aspettano molto da questa nuova raccolta, anche se i due astronauti inizino a dubitare fortemente che la regione da loro esplorata in questi tre giorni abbia una sua origine vulcanica.
Alle 21:21 ora italiana, le 15:21 a Houston, i due astronauti a bordo del Lunar Rover, ritornano nei pressi del Modulo Lunare. Durante il tragitto in discesa che li ha riportati ai piedi di "Orion" hanno battuto il record di velocità per un'auto lunare: 17 chilometri orari! Dopo aver scaricato il nuovo ricco bottino di rocce e polvere selenica, il comandante di Apollo 16, guida per l'ultima volta l'auto a circa una novantina di metri dal Lem in modo che la telecamera installata a bordo e controllata da terra dal tecnico Ed Fendell possa riprendere per la seconda volta nella storia, il decollo della parte superiore del Lem, così come era avvenuto per la precedente missione Apollo 15.
Poco prima di risalire per l'ultima volta a bordo di "Orion", dopo aver caricato i campioni lunari raccolti in questa terza EVA ed alcuni esperimenti da riportare sulla Terra come le numerose fotografie all'ultravioletto scattate dall'osservatorio astronomico, Charlie Duke deposita al suolo una fotografia a colori che lo ritrae con la moglie e i due figli. Poi la fotografa con la Hasselblad che porta al petto immortalandola insieme alle tante altre scattate in questi tre giorni nella desolata e rocciosa regione di Cartesio.
Sono trascorse 171 ore e undici minuti dall'inizio del volo, in Italia le lancette dell'orologio segnano le 22:05, il portello di "Orion" viene chiuso, non definitivamente però, verrà riaperto un'ora circa dopo per gettare sul suolo lunare tutto il materiale che non serve più, come zaini, caschi, soprascarpe e guanti, poi pressurizzata di nuovo la cabina John Young e Charlie Duke, nono e decimo uomo nella storia a calcare il suolo lunare, dopo aver consumato un breve pasto si prepareranno per l'ascesa verso l'orbita lunare dove li attende il compagno di questo straordinario viaggio Terra-Luna-Terra, Thomas Mattingly.
1972/04/23: La seconda attività sulla Luna di John Young e Charles Duke sul quotidiano "Il Giorno"
Hanno esplorato il grande vulcano
Young e Duke sono saliti sulla montagna alta 510 metri con la jeep, le rocce di questa zona potrebbero provare l'origine dinamica del nostro satellite
(nostro servizio) HOUSTON, 22 aprile. Oggi Young e Duke hanno compiuto la seconda passeggiata lunare; domani compiranno la terza, che durerà soltanto 5 ore. Lunedì, alle 2,22 minuti, lasceranno la Luna per raggiungere in orbita il collega Mattingly; alle 7,12 di martedì 25 inserimento sulla rotta per la Terra, dove giungeranno giovedì 27 alle 21,30, con un giorno di anticipo sulla data prevista. Questo è il nuovo programma elaborato dai tecnici del centro di controllo di Houston per Apollo 16.
La seconda passeggiata lunare è cominciata alle 17,41 (per Duke 2 minuti dopo): i due astronauti erano in forma perfetta perché avevano dormito un'ora in più del previsto. Appena usciti si sono divisi i compiti: Duke si è incaricato di sistemare sulla "rover", la jeep lunare, tutto l'equipaggiamento che sarebbe servito più tardi, mentre Young, su istruzioni da Terra, ha orientato verso il pianeta "di provenienza" la telecamera a raggi ultravioletti dopo averla messa all'ombra di Orion per timore che l'immenso calore, 56 gradi, possa danneggiarla.
I preparativi per la partenza, destinazione la "montagna di pietra", durano 50 minuti. Intanto dal centro di controllo comunicano a Young che sarà inutile tentare di aggiustare il cavo rotto ieri da Duke. Si tratta di un cavo elettrico che doveva collegare all'ALSEP l'apparecchiatura per la misurazione del flusso termico lunare. Poiché sul modulo lunare non ci sono forbici o "grattafili", la riparazione di emergenza avrebbe potuto danneggiare l'apparecchiatura e perfino mandare in corto circuito tutto il complesso.
Alle 18,20 la jeep, pilotata da Young, è partita verso la "montagna di pietra", un panettone alto 510 metri che si trova a circa 4 chilometri da Orion.
Dall'esame delle rocce che Apollo 16 porterà sulla Terra dalla "montagna di pietra" gli scienziati si aspettano molto: in pratica si potrebbe dimostrare che è vera l'origine "dinamica" della Luna, cioè che la Luna ha avuto i suoi vulcani e che non è un "pezzo morto" di roccia catturato dalla forza della Terra. Secondo molti studiosi la "montagna di pietra" potrebbe essere un esempio tipico di formazione collinare di origine vulcanica: il "panettone", come gran parte degli altopiani e delle zone lunari di maggiori dimensioni, si sarebbe infatti formato fra i 3 e i 4 miliardi di anni fa con la lava emersa dalle viscere della Luna. La scalata alla montagna non è stata facile: la jeep è partita a buona velocità (sui 13 chilometri orari) ma poi è stata costretta a rallentare perché il terreno si era fatto accidentato. La velocità si è così ridotta a 5 chilometri orari ed è diminuita ancora quando Duke e Young hanno iniziato la scalata vera e propria del monte. A 200 metri si sono fermati per guardare il panorama.
"Che spettacolo stupendo - ha esclamato Duke. - Vediamo voragini e rovine, e vediamo anche il LEM". Approfittando della sosta, i due astronauti rimettono in funzione la telecamera, e così anche a Terra si può ammirare lo spettacolo: si vede un campo di pietre grigie e bianche, con grosse pietre. La pendenza della collina è nettamente percepibile.
Duke segnala: "Sembra di attraversare un campo arato da poco sul quale sia appena piovuto".
Da Houston gli rispondono: "Fotografa tutto, più che puoi". E Duke: "Non smetto un attimo di schiacciare il bottone". I due astronauti, prima di riprendere il viaggio sulla jeep, hanno raccolto alcuni campioni di rocce che hanno rinchiuso in sacchetti di plastica e accuratamente catalogato. Il loro "raccolto" dovrà essere di oltre 80 chili.
Per il momento l'attenzione degli scienziati è rivolta verso 2 pietre bianche trovate ieri: non solo sarebbero di origine vulcanica, ma si tratterebbe addirittura di anortosite, la "pietra della genesi", il minerale che dovrebbe costituire la crosta originale della Luna.
La seconda uscita lunare è durata 7 ore, quasi tutte trascorse sulla "montagna di pietra". Young e Duke sono ritornati alla loro "casa" verso l'una meno un quarto. Domani usciranno dall'Orion alle 16,52 per la terza e ultima uscita: durerà soltanto 5 ore, un programma ridotto per risparmiare le forze dei 2 astronauti in vista di quanto li aspetta lunedì, il giorno del ritorno. La destinazione della terza EVA è il cratere "Raggio del Nord" che al centro, stando alle foto, ha un grosso letto di lava.
1972/04/23: La cronaca della seconda EVA lunare di Young e Duke su "La Stampa"
2012/04/22
1972/04/22 17:33 IT (11:33 HO): Si riapre il portello di "Orion": ha inizio la seconda esplorazione lunare per Young e Duke
Sabato 22 aprile. Dopo la trionfale prima giornata nella regione di Cartesio, che ha visto il nono e decimo uomo nella storia dell'umanità scorrazzare per chilometri a bordo della Rover, installare una stazione scientifica ALSEP, raccogliere più di una ventina di chili di rocce e polvere selenica, e dopo aver goduto di un lungo periodo di riposo, dal Centro di controllo di Houston viene data la sveglia ai due astronauti. Sono trascorse 139 ore e nove minuti dall'inizio della missione di Apollo 16: è il momento per John Young e Charles Duke di consumare una abbondante colazione, rivestirsi delle preziose tute per l'attività all'esterno e prepararsi per la seconda uscita sul suolo lunare.
Dopo aver ripassato con i tecnici e gli scienziati che da Houston seguono e coordinano il lavoro dei due astronauti, tra questi anche il futuro pilota del Lem della prossima ed ultima missione lunare Apollo prevista per dicembre, il geologo Harrison Schmitt, e depressurizzato il Modulo Lunare, alle 17:33 ora italiana, le 11:33 a Houston, viene riaperto il portello di "Orion". Per primo a scendere dalla scaletta è il comandante Young, seguito subito dopo da Duke. Anche la seconda "passeggiata" si preannuncia, come previsto dal programma piuttosto impegnativa. Sono nove in questa seconda "EVA" le "stazioni", i punti in cui durante il percorso i due dovranno effettuare delle soste per raccogliere il più possibile materiale lunare che testimonino l'origine vulcanica della regione in cui sono atterrati venerdì scorso. Dopo aver preparato la "Rover" per la lunga traversata, alle 17:49 italiane viene riaccesa la telecamera montata sull'automobile lunare.
Sulla Terra per il secondo giorno consecutivo milioni di telespettatori possono seguire in diretta, comodamente seduti sulle loro poltrone, la straordinaria esperienza lunare di Young e Duke in un panorama che fa da sfondo ad una "magnifica desolazione", come la definì nel luglio del 1969 il secondo uomo nella storia a camminare sul Satellite naturale della Terra, "Buzz" Aldrin.
È scoccata da pochi secondi la mezzanotte e diciassette minuti in Italia, nel nostro paese è già domenica 23 aprile, quando i due astronauti a bordo della Rover guidata dal comandante Young ritornano ai piedi del Lem. Si conclude la lunga e spettacolare seconda esplorazione nella regione di Cartesio con una nuova abbondante raccolta di sassi e polvere lunare. Alle 00:34 viene spenta la preziosa telecamera a colori che ancora una volta, nella lunga diretta tv, ha trasmesso alla base di Houston in Texas e in milioni di case in tutto il mondo le migliori immagini mai giunte dal Satellite naturale della Terra.
Risaliti a bordo di "Orion", stanchi ma felici per il lavoro ben fatto, Young e Duke richiudono alle loro spalle il portello del Lem; verrà riaperto fra una quindicina di ore circa per la terza ed ultima escursione sul suolo lunare. In Italia le lancette dell'orologio segnano le 00:56 mentre al Centro di controllo di Houston i numeri sugli schermi dei computer dei tecnici e scienziati che a turno seguono costantemente a 380.000 chilometri di distanza la fantastica esperienza dei tre di Apollo 16, segnano 150 ore e due minuti dall'inizio della penultima missione umana sulla Luna del XX secolo.
1972/04/22: La prima straordinaria giornata sulla Luna di Young e Duke su "Il Corriere della Sera"
I DUE ASTRONAUTI GIA' AL LAVORO SUL SATELLITE
Quattro passi sulla Luna
Young e Duke, sbarcati nella zona più accidentata, hanno montato tutti gli strumenti scientifici dell'osservatorio automatico - Cominciata la raccolta dei campioni di rocce - Viaggia bene l'automobile elettrica - Superato l'inconveniente tecnico a bordo dell'astronave "Casper"HOUSTON, 21 aprile. La quinta esplorazione umana della Luna - dopo l'emozione della notte scorsa per il guasto ad uno dei sistemi dell'astronave "Casper" che ha provocato sei ore di ritardo nell'atterraggio - è tornata sui "binari" della regolarità. Mentre il giornale va in macchina Young e Duke stanno completando la loro prima escursione nella regione di Cartesio.Qui, una valletta accidentata e cosparsa di rocce e massi di ogni forma e dimensione (proprio come i selenologi si aspettavano) il veicolo Orion, la notte scorsa alle 3,23 ha posato dolcemente le sue quattro "zampe", a qualche centinaio di metri di distanza dal punto geometrico calcolato dai controllori di volo.Tutte le apparecchiature dell'astronave - ad eccezione di un'antenna direzionale che ha impedito la trasmissione a Terra della discesa di Young dalla scaletta del LEM - sono risultate in piena efficienza. Così i due esploratori selenici hanno avuto l'ordine di mettersi a dormire nelle amache della capsula. I due uomini hanno riposato a lungo e bene sicché, nel tardo pomeriggio di oggi - in perfetta forma - sono usciti all'aperto dopo aver ricevuto con entusiasmo la notizia da Houston che i responsabili del volo autorizzavano tutte e tre le attività extraveicolari di sette ore ciascuno, come nel primitivo programma."Siete qui, misteriosi, sconosciuti altopiani di Cartesio. Apollo 16 si appresta a mutare la vostra immagine", così ha gridato felice Young quando si è affacciato al portello del LEM e si è guardato intorno, prima di cominciare a scendere i gradini della scala a pioli per diventare il nono essere umano che ha violato la Luna.Poco dopo è sceso anche Duke: è stata montata l'antenna a ombrello rovesciato e sono iniziati i collegamenti televisivi con la Terra. Le immagini che tutte le principali reti televisive del mondo ricevono in diretta a colori sono risultate di una nitidezza mai raggiunta prima.I due esploratori hanno estratto dal LEM l'automobile elettrica che è risultata perfettamente efficiente; quindi hanno montato gli strumenti scientifici del loro osservatorio automatico; hanno cominciato i sondaggi selenologici. Soltanto i misuratori del flusso termico della crosta lunare sembra non possano funzionare a causa della rottura di uno dei cavi di collegamento."E' uno spettacolo così grande che non riesco a crederci - ha esclamato ad un certo punto Duke - . Siamo orgogliosi di essere americani in una esperienza come questa. E' assolutamente bello".Prima di cominciare il loro lavoro, Young e il suo compagno hanno compiuto una rapida ispezione all'esterno dell'astronave e si sono resi conto di aver schivato per un pelo un cratere profondo circa dieci metri e largo cinque e che una delle zampe dell'astronave si è appoggiata su un masso interrato."Ci sono tanti crateri, qui intorno - hanno dichiarato gli esploratori - rocce a non finire perfino più di un cratere dentro altri crateri".Il cavo di collegamento dei termometri geologici si è rotto perché uno degli astronauti vi ha inciampato. Non è escluso che si possa fare una riparazione o una sostituzione. Vedremo. Messa a punto la stazione scientifica, montato il primo osservatorio astronomico lunare, piazzato il mortaio lanciagranate, gli astronauti si sono diretti verso l'automobile elettrica e sollevandola facilmente di peso (sulla Luna c'è solo un sesto della gravità terrestre, l'hanno messa in posizione di marcia e sono partiti per la loro prima e più breve passeggiata sulle quattro ruote.Ultimata la missione Young e Duke avranno diritto ad otto ore di riposo, poi domani pomeriggio ritorneranno fuori dal LEM per la seconda passeggiata. La terza avrà luogo domenica.Intanto Mattingly continua senza altri guai a ruotare intorno al satellite e sta compiendo tutti gli esperimenti scientifici affidatigli. Il rientro sulla Terra avverrà probabilmente con circa 18 ore di anticipo sul previsto, mercoledì prossimo.
1972/04/22: La cronaca della prima attività di Young e Duke sulla Luna su "La Stampa"
Perfetto sbarco dopo le emozioni di ieri
Sei ore di esplorazioni
tra i crateri della Luna
Il Lem si è posato vicino ad una buca profonda dieci metri - Dopo un breve riposo, il comandante Young e il pilota Duke hanno iniziato l'attività esterna - "E' meraviglioso" - Il rientro nel Pacifico anticipato di 18 ore, venerdì prossimo: si è consumato troppo carburante
Stupende immagini televisive a colori
(Dal nostro inviato speciale) New York, 21 aprile. Dopo il dramma di ieri sera in orbita intorno alla Luna, la missione dell'Apollo 16 ha vissuto oggi una giornata trionfale. John Young e Charles Duke, atterrati nella notte col modulo "Orion" a pochi metri da una buca profonda dieci metri, in una zona tormentata e impervia, stanno portando a termine la prima delle loro tre esplorazioni seleniche. Sul loro capo, a 200 chilometri d'altezza circa, Thomas Mattingly conduce contemporaneamente esperimenti nella cabina di comando "Casper". Young è sbarcato alle 11,56, le 17,56 in Italia, seguito cinque minuti più tardi da Duke. Il comandante è stato travolto dall'entusiasmo. Ha pronunciato prima la frase preparata dalla Nasa: "Eccovi, misteriose e sconosciute regioni di Descartes: l'Apollo 16 cambierà la vostra immagine". Poi ha esclamato con ammirazione: "Quale spettacolo grandioso. Sono orgoglioso di questo compito".
Neppure oggi la missione si è svolta senza intralci. Il guasto all'antenna radio del modulo riscontrato già lo scorso martedì ha impedito alla televisione di trasmettere le sequenze dello sbarco. Solo quando la "rover" o automobile lunare è stata attivata, l'America ha potuto assistere all'operosa avventura dei due astronauti. Quindi Duke ha lasciato cadere un complesso di delicati strumenti, che per fortuna non si sono rotti, e Young ha spezzato un cavo, per la cui riparazione è occorso parecchio tempo. Per ultimo, la "rover" ha rivelato una caduta di corrente in una batteria, costringendo il centro spaziale di Houston ad un'ennesima soluzione di emergenza. Ma proprio tali contrattempi hanno esaltato la preparazione e il sangue freddo dell'equipe di scienziati, tecnici e piloti dell'Apollo 16, e la perfezione delle macchine.
In meno di tre anni, dieci uomini hanno già conquistato la Luna. La missione è costata quasi mezzo miliardo di dollari, l'intero programma Apollo, che finirà il dicembre prossimo, col numero 17, quasi 24 miliardi. ma in tal modo, l'America ha aperto il capitolo del cosmo, e la scienza e la tecnologia hanno compiuto passi da gigante, a beneficio della società. Per incredibile che sia, ogni volo ha stabilito primati. L'Apollo 16, ad esempio, presenta molte novità: il primo miniosservatorio spaziale, le pietre e la polvere "più vecchie del mondo", quattro o cinque miliardi di anni, automobile e televisione perfezionati. Il comandante Young è un po' il simbolo di questi progressi ed esperienze: è il primo ad aver circumnavigato due volte la Luna (il suo debutto avvenne coll'Apollo 10 nel '69).
Conviene riassumere i turbinosi eventi dell'ultima giornata per capire quale suspense ha turbato la missione e quali ostacoli sono stati superati. Rifacciamoci alle 15 di ieri, le ventuno in Italia, mezz'ora prima dello sbarco degli astronauti sulla Luna. Il centro spaziale di Houston ordina d'improvviso a Young e Duke, che si accingono a scendere con il modulo "Orion" di aspettare "almeno un'altra orbita", ossia due ore. Che è successo? Mattingly, a bordo della cabina di comando "Casper", non riesce ad accendere il motore principale e a portarsi su una orbita superiore. Se il motore fosse bloccato, "Orion" dovrebbe riagganciarsi a "Casper" e col proprio potente motore di discesa fare ritorno a Terra. La missione verrebbe abbandonata: accadde già all'Apollo 13 nel 1970, per l'esplosione di un serbatoio di ossigeno durante il viaggio verso l'astro.
Passano le 16 e le 17, il centro spaziale di Houston sembra impotente come i tre astronauti: Le 18, le 19. E finalmente i tecnici e gli scienziati risolvono il problema. Ecco la loro spiegazione. Un'interferenza elettrica paralizzerebbe l'interruttore che regola l'accensione e l'inclinazione del motore e il sistema navigazionale primario. L'interferenza scaturirebbe dall'apparato di controllo dell'inclinazione. Isolato quello, il motore dovrebbe accendersi. Mattingly si trova dietro la Luna, fuori dal cosiddetto campo di radiovisibilità, ed è impossibile comunicare con lui. Quando riappare, con Young e Duke alle calcagna (i due navigano a meno di cento metri, pronti ad ogni emergenza) riesce facilmente a mettere in moto il motore. "Via per la Luna" dice allora Houston. E Young, sollevato e allegro: "In fretta, sono tutti orecchi".
Il computer del modulo riceve tutti i dati e le istruzioni necessari alla discesa. Alle 21,15, "Orion" incomincia ad abbassarsi. "Cinquantamila piedi" annuncia la voce del comandante. Passano sei minuti:" Trentaduemila piedi". Young conta i centimetri, osservando l'inclinazione del vascello. A cento metri circa dalla superficie selenica, si emoziona: "Montagne dappertutto, è un posto selvaggio. Vedo un piccolo ripiano, mi pare adatto all'atterraggio. Settanta metri. Ci abbassiamo. Quattro metri. Indietro un momento. Tocchiamo, tocchiamo". Sono le 21,24, il modulo ha mancato il bersaglio di pochissimo. "Siete dei tiratori scelti" si rallegra Houston. Duke, il neofita, non sta in sé dalla gioia: "Ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta, fantastico". Tutta l'America respira: duecento esperti in quattro città diverse, con perfetto sincronismo, hanno salvato la missione.
Per alcuni minuti, regna la confusione. Young descrive la scena dal finestrino. "Siamo sull'orlo di un piccolo cratere, profondo forse dieci metri, ancora un po' e ci cadevamo dentro. La superficie pare molto dura, non soffice come quella incontrata dagli Apollo precedenti. Vedo la montagna fumosa a nord e la montagna di pietra a sud: devono essere antichissime". A Houston si brinda con bottiglie di birra, sulla cabina di comando, in orbita intorno alla Luna, Mattingly canta. Passano quasi tre ore prima che Young e Duke, che pure sono esausti, verifichino gli strumenti di bordo e gli impianti da usare il giorno dopo. Finalmente si addormentano. A Houston si studia sul da farsi, bisogna abbreviare le esplorazioni seleniche, pur senza snaturare la missione e deludere i geologi.
Stamane, per gli astronauti sveglia verso le otto. Young e Duke stanno bene, sono riposati, la dieta di potassio ha preparato il loro cuore agli sforzi più duri. "Siete disposti a fare ancora tre esplorazioni?" chiede Houston. "Come disposti - ribatte Young - non perdiamo tempo". I due indossano gli scafandri, l'interno del modulo viene decompresso, escono per la prima "passeggiata" che durerà oltre sei ore. C'è una luce accecante, enormi sassi sono sparsi un po' dovunque. Esclama un geologo a terra: "Quello è un forziere di tesori, molto più importante delle altre località già visitate dall'uomo". Gli astronauti collocano nella posizione voluta la stazione scientifica a energia nucleare, piantano a terra la bandiera americana, preparano le cariche per gli esperimenti con gli esplosivi. Sono le 16, le 22 in Italia, quando si accingono alla prima, breve corsa sulla "rover" o automobile.
La bassa forza di gravità permette loro di spiccare balzi enormi, e si divertono come due ragazzi. Young, che è più basso di Duke, ironizza sulla frase del primo uomo sulla Luna, Armstrong: "Un piccolo passo per Duke è un passo gigantesco per me" dice. Lancia un pezzo di ferro a duecento metri.: "Record mondiale" lo complimentano da Houston. Una serie di inciampi fa ridere tutti: "Questa è una commedia degli errori degli errori". L'ilarità non intacca però l'operosità. Young e Duke rientreranno stasera nel modulo verso le 19. La loro seconda escursione, a piedi e in macchina, incomincerà alle 10,37 di domattina, le 16,37 in Italia, e l'ultima alle 10,23 di domenica. Dodici ore più tardi, quello stesso giorno, risaliranno in orbita. Ripartiranno per la Terra lunedì, e scenderanno nel Pacifico venerdì all'alba (ora italiana) con 18 ore d'anticipo: hanno consumato - ha deciso Houston - troppo carburante. (Ennio Caretto)
2012/04/21
1972/04/21 17:47 IT (11:47 HO): Si apre il portello del Lem: inizia l'esplorazione nella regione di Cartesio
Venerdì 21 aprile 1972. Da più di quattordici ore due uomini, John Young e Charles Duke, nono e decimo uomo, rappresentanti non solo degli Stati Uniti, ma dell'umanità intera, sono sulla Luna. Dopo le emozionanti ore che hanno preceduto il perfetto allunaggio, ai due astronauti è stato concesso, giustamente, e come da loro richiesto, un lungo periodo di riposo.
Al risveglio Young e Duke, consumata la loro prima colazione "lunare", iniziano la lunga e complessa vestizione delle tute, non senza qualche difficoltà visto il poco spazio all'interno del Lem.
E' il tardo pomeriggio in Italia, le 17:47, a Houston sono le 11:47, quando il portello di "Orion" viene aperto. Le principali catene televisive americane e le stazioni radiotelevisive di tutto il mondo sono collegati in diretta, (nel nostro paese va in onda un'edizione straordinaria del Telegiornale condotta dal giornalista Tito Stagno in collegamento con l'inviato a Houston Jas Gawronski), per trasmettere le immagini della discesa di Young e Duke nella regione di Cartesio nei pressi del cratere di Descartes. Purtroppo il guasto di una antenna radio del Lem non permette di poter seguire gli ultimi passi dalla scaletta a nove pioli dei due astronauti e il loro primo contatto con il suolo.
Le prime spettacolari immagini a colori, in Italia solamente in bianco e nero, giungono sulla Terra quando viene accesa dal comandante di Apollo 16 la telecamera a bordo del Rover. Sono trascorse 120 ore e cinque minuti dall'inizio della ventiseiesima missione americana nello spazio. In Italia l'orologio segna le 18:59. A quel punto Young e Duke hanno già raccolto i primi campioni del suolo situati in vicinanza del Modulo Lunare e messo in funzione il Far Ultraviolet Camera/Spectrograph, il primo telescopio portato sulla Luna in grado di ottenere delle immagini ultraviolette di corpi celesti nella nostra Galassia; hanno inoltre dispiegato con facilità l'auto lunare che permetterà loro di allontanarsi dal punto dell'atterraggio fino a parecchi chilometri di distanza.
Alle 19:09 italiane i due astronauti prima di iniziare la lunga esplorazione a bordo della "Jeep" lunare, piantano la bandiera a stelle e strisce, la quinta a garrire, grazie a delle aste sistemate all'interno della bandiera stessa, sulle desolate lande seleniche. Sistemano poi i vari strumenti che compongono la quarta stazione scientifica ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments Package). Purtroppo durante l'installazione dell'esperimento sul flusso di calore, un cavo viene inavvertitamente spezzato dopo essersi attorcigliato allo scarpone di Young, rendendo inutilizzabile il prezioso strumento scientifico.
ORE 17:59 IT: Le prime immagini TV giunte sulla Terra dalla regione di Cartesio
La lunga diretta televisiva irradiata in tutto il mondo e seguita da milioni di spettatori mostra le varie operazioni che Young e Duke compiono durante la lunga attività programmata. Sono 13 complessivamente i vari punti denominate "stazioni" in cui gli astronauti dovranno compiere le importanti operazioni: raccolta di polvere e rocce lunari, fotografarli e catalogarli e infine trasmettere a terra le loro impressioni. Ad ogni fermata nelle varie "stazioni", in questa prima "EVA" sono tre, la telecamera guidata da terra dal tecnico Ed Fendell mostra, oltre ai due astronauti al lavoro, anche il solitario panorama della zona di Cartesio, rendendo partecipi anche da chi segue da casa in tutto il mondo ciò che sta succedendo lassù a 384.000 chilometri di distanza.
Le spettacolari immagini di John Young alla guida del Rover lunare
La lunga e impegnativa attività del nono e decimo terrestre sulla Luna si conclude alle 00:58, quando in Italia è già sabato 22 aprile, con il rientro dei due astronauti su "Orion". La prima "passeggiata" è durata sette ore e 11 minuti. Dopo un "briefing" di circa trenta minuti con la base di Houston, John Young e Charlie Duke consumano il pasto serale e si concedono un giusto e meritato riposo. La prossima attività extraveicolare è programmata per il pomeriggio ora italiana di sabato 22 aprile, le 10:37 di Houston.